What goes up must come down. Con questo imperativo karmico si apre la cover del numero #135 di Inside Art. Proiettili fluttuano per aria, sconfinando fuori dalla cornice e perdendosi nel magenta della copertina. L’opera è quella di Cemile Sahin, artista tedesca di base a Berlino, la cui pratica esplora il rapporto tra immagini e testi in un linguaggio narrativo frammentario ispirato ai media contemporanei e alle loro dinamiche di potere e controllo.

La Cover
L’opera selezionata per la cover è parte di un progetto più ampio – approfondito nella sezione Portfolio del numero – esposto recentemente alla Fondazione ICA di Milano. ROAD RUNNER riflette, infatti, sull’immaginario militare contemporaneo, mettendo in discussione i confini tra osservazione e sorveglianza, documentazione e propaganda. Il cielo che mostra non è più uno spazio aperto e neutro, ma teatro di operazioni, costantemente sorvegliato da droni, satelliti e altre tecnologie di monitoraggio. Un cielo che, oggi, riflette l’instabilità geopolitica globale, i conflitti persistenti e una crescente inquietudine diffusa.
Questo numero vuole essere una riflessione sulle forme del controllo e sulle possibilità di resistenza, che ancora esistono. Un invito ad affinare lo sguardo e a ritrovare un senso di presenza in un mondo attraversato da ombre sempre più fitte.

Il Portfolio dedicato a Cemile Sahin
Con ROAD RUNNER, l’autrice esplora la connessione tra intrattenimento e regimi autoritari e considera i droni come simbolo più ampio dell’intreccio di questi stimoli in forte competizione. Nella sezione Portfolio del magazine, si alterna il montaggio filmico e fotografico di Sahine, tra riprese militari, animazioni da gaming e seducenti spot pubblicitari che ci tengono legati a doppio filo tra controllo e dipendenza.


Il primo sfoglio
Il primo sfoglio del numero si apre come sempre con una selezione di giovani artisti che, ciascuno a suo modo, indaga i territori del corpo, della memoria, del linguaggio. Nelle pagine si alternano Collettivo damp, Lulù Nuti, Jiajia Zhang, i loro lavori costruiscono una mappa sensibile dell’esperienza contemporanea, in cui la soggettività si confronta con i limiti imposti, siano essi culturali, politici o fisici.


Anthea Hamilton protagonista del Close-Up
Segue nella sezione Close-Up un approfondimento dedicato ad Anthea Hamilton e alla sua mostra alla Fondazione Memmo a Roma (visitabile fino al 2 novembre 2025). Soft You, progetto site-specific ridefinisce tre punti cardine della ricerca dell’artista: il protagonista shakespeariano Otello, la città di Roma e le possibilità performative della ricerca scultorea e installativa di Hamilton. Ponendosi in dialogo tra installazione, scultura, film e performance, i lavori in mostra rielaborano contenuti visivi appartenenti alla cultura dominante suggerendo uno spostamento della percezione dove i ruoli di genere, la sessualità, la vita domestica e le diverse tradizioni culturali vengono esplorate come nozioni fluide e in continua evoluzione.

The Art Symposium II edizione: focus del nuovo numero
In un’epoca in cui il mondo si interroga sulle traiettorie culturali, sociali ed economiche da seguire, The ART Symposium si conferma con forza come uno dei momenti più alti del dibattito contemporaneo. Promosso da Inside Art e ospitato nella prestigiosa sala delle colonne della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, il simposio ha celebrato il suo secondo appuntamento annuale il 19 maggio 2025, confermandosi come una piattaforma d’eccellenza per il confronto tra saperi, visioni e strategie. Il Focus del numero è dedicato alla sua restituzione attraverso gli atti del convegno.

Il secondo sfoglio


Il secondo sfoglio è invece dedicato a pratiche che pongono il paesaggio, il territorio e la storia al centro del discorso. Con uno sguardo al lavoro di Vedovamazzei e Marzia Migliora, due artisti che lavorano con modalità molto diverse ma convergenti sul piano dell’attenzione politica e poetica verso il reale. Ampio spazio è, poi, dato al MACC di Calasetta, un’istituzione che negli ultimi anni ha saputo rinnovarsi, rilanciando il dialogo tra arte contemporanea e contesto locale.


Chiude un numero ricchissimo di contenuti, una serie di approfondimenti: il Premio Luigi Ghirri, tra le più interessanti piattaforme per la fotografia italiana emergente, che continua a restituire visioni originali del paesaggio e del nostro modo di abitarlo; la nuova vita della Fondazione Goffredo Parise e Giosetta Fioroni sotto la guida direttiva di Giulia Lotti, e un dialogo con l’Ambasciatore Umberto Vattani, che ha trasformato l’edificio del Ministero degli Affari Esteri in un polo d’arte con la Collezione Farnesina e ha ispirato la creazione del Distretto del Contemporaneo.

Un numero ricco di contenuti che potete leggere e approfondire acquistando il magazine nei nostri punti vendita o abbonandoti QUI.


