Arte rubata, algoritmi e giustizia: un documentario svela il volto nascosto dei traffici illeciti

"Threads of Heritage – Down the Rabbit Hole of Art Crime" è il nuovo documentario che indaga il mercato nero dei beni culturali. A Roma e Genova la presentazione in anteprima

Cosa unisce un vaso etrusco esposto in un grande museo americano, uno scavo clandestino nella campagna laziale e un algoritmo sviluppato da un istituto di ricerca italiano? La risposta è Threads of Heritage – Down the Rabbit Hole of Art Crime, un documentario che porta lo spettatore dentro l’intricata rete del traffico illecito dell’arte e dei beni culturali. Un mercato nero milionario che non solo saccheggia il passato, ma lo strappa letteralmente dalle mani della collettività.

Il film, diretto da Brian Parodi e prodotto dal Centre for Cultural Heritage Technology dell’Istituto Italiano di Tecnologia insieme a No Panic Agency, sarà presentato in anteprima l’11 luglio 2025 al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma – simbolo di un lungo processo di recupero di opere trafugate – e il 14 luglio a Genova, nel Cortile Maggiore di Palazzo Ducale. Un doppio appuntamento che unisce ricerca, divulgazione e confronto, con la partecipazione di esperti come Arianna Traviglia, Direttrice del centro IIT, e Giacomo Montanari, Assessore alla Cultura del Comune di Genova, moderati dalla storica dell’arte e giornalista Linda Kaiser.

Il film sull’arte rubata

Threads of Heritage non si limita a raccontare i retroscena di celebri casi giudiziari che hanno coinvolto noti trafficanti d’arte – come Giacomo Medici, Robert Hecht e Marion True del Getty Museum – ma lo fa intrecciando testimonianze dirette, indagini e nuovi strumenti tecnologici. È qui che entra in gioco l’innovazione: l’intelligenza artificiale, l’analisi dei social network, i dati satellitari diventano strumenti fondamentali per intercettare movimenti sospetti, tracciare relazioni tra soggetti coinvolti nei traffici e persino riconoscere oggetti rubati in vendita online. Un esempio? Il software SWOADS, usato dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, o la piattaforma RITHMS, sviluppata proprio dall’IIT per mappare in modo predittivo le reti criminali del mercato dell’arte.

Girato tra Roma, Cerveteri e Madrid, il documentario si muove tra siti archeologici saccheggiati, depositi museali normalmente inaccessibili, e uffici dove si lavora quotidianamente per la difesa del patrimonio culturale mondiale. Le voci dei protagonisti – tra cui Vincenzo Bellelli, Luana Toniolo, Francesco Rutelli, oltre a forze dell’ordine italiane e spagnole – restituiscono una narrazione avvincente e ricca di spunti su un tema ancora troppo poco conosciuto, ma di importanza cruciale.