Il nuovo studio firmato dal World Resources Institute (WRI), basato sui dati del Aqueduct Water Risk Atlas, strumento sviluppato dal WRI che monitora la sicurezza idrica su scala mondiale. L’analisi incrocia dati climatici, idrogeologici e di gestione dell’acqua, fornendo indicatori aggiornati e affidabili ed evidenzia una preoccupante realtà il 73 % dei 1.172 siti Unesco non marini è soggetto ad almeno un grave rischio idrico. Il cambiamento climatico continua così a mettere in pericolo bellezze naturali e culturali.


Tra i luoghi più vulnerabili figurano monumenti iconici e aree naturali di grande valore, come il Taj Mahal, il Parco Nazionale di Kaziranga, i Ghats Occidentali, i Monumenti di Mahabalipuram, i Grandi Templi Chola in India, i Templi di Angkor in Cambogia. Altri due siti minacciati dalle inondazioni sono il sito archeologico di Chan-Chan in Perù e i santuari degli uccelli migratori lungo la costa del Mar Giallo e del Golfo di Bohai in Cina, ma anche località europee e africane, dove l’aumento del livello dei mari e l’alterazione dei regimi fluviali stanno minacciando città storiche e paesaggi unici.


A questo si aggiunge che circa 21 % dei siti vive un’alternanza estremamente pericolosa: periodi di siccità seguiti da inondazioni, o viceversa, con un impatto devastante su ecosistemi, edifici storici e comunità locali. In particolare, lo studio sottolinea come l’assenza di politiche di adattamento climatico stia aggravando la vulnerabilità di questi luoghi, molti dei quali già sotto pressione per l’urbanizzazione e l’uso insostenibile del suolo e dell’acqua.

Così, il WRI chiede azioni urgenti e coordinate, tra cui piani di gestione integrata dell’acqua in ambito locale e regionale; infrastrutture resilienti come barriere anti-inondazione e sistemi di raccolta e riciclo delle acque piovane; monitoraggio costante tramite sensori e tecnologie satellitari; integrazione della gestione del rischio climatico nei piani di conservazione UNESCO. La salvaguardia del patrimonio mondiale non può prescindere dalla gestione sostenibile delle risorse idriche: i cambiamenti climatici non minacciano solo l’ambiente, ma anche la memoria culturale dell’umanità. Senza un’immediata inversione di rotta, interi capitoli della nostra storia potrebbero svanire sotto la morsa della siccità o essere sommersi dalle acque


