Dalla parte degli ultimi. Al Mandrione l’eredità viva di Don Sardelli

In una tavola rotonda Alfredo Pirri presenta i lavori preparatori per un monumento pubblico dedicato a Don Roberto Sardelli, figura centrale della pedagogia civile e dell’impegno sociale romano

È prevista per il 5 luglio 2025 alle ore 18.00, negli spazi di Casa Pirri Valentini (via del Mandrione 455, Roma), una tavola rotonda pubblica dedicata a Don Roberto Sardelli, figura chiave della pedagogia e dell’impegno civile nel secondo Novecento italiano. L’occasione è la presentazione dei lavori preparatori per un monumento pubblico a lui dedicato, opera dell’artista Alfredo Pirri, all’interno de Il Racconto dell’Acqua, il progetto curato da Adriana Polveroni che si propone di esplorare il valore simbolico e culturale dell’acqua attraverso una serie di interventi artistici, laboratori e momenti di partecipazione comunitaria nei quartieri di Roma.

L’iniziativa, che si colloca nel più ampio orizzonte di Artes et Iubilaeum – 2025, vincitore del bando promosso da Roma Capitale e finanziato nell’ambito del PNRR – Next Generation EU, intende interrogare la relazione tra arte, memoria e spazio urbano, a partire da una figura radicale, scomoda e profondamente contemporanea.

L’attualità di Don Sardelli

A guidare l’incontro è la volontà di rifiutare una dimensione meramente celebrativa, per costruire invece un dispositivo critico attorno alla figura di Don Sardelli. Come si legge nella presentazione dell’evento, l’obiettivo è quello di “proporre una riconfigurazione del suo messaggio e della sua azione in una prospettiva concreta, non meramente celebrativa”. Una dichiarazione di intenti che mette in discussione l’idea stessa di monumento, per aprirla a una riflessione sul suo significato sociale, etico ed estetico.

Tra i relatori figurano studiosi, curatori, amministratori pubblici e protagonisti della scena artistica e culturale romana e nazionale: Maria Vittoria Marini Clarelli, Adriana Polveroni, Massimiliano Fiorucci, Alfredo Pirri, Vanessa Roghi, Juan Rego, Riccardo Sbordoni, Simone Quilici, Antonio Insalaco, Pasquale Grella, Aldo Coricciati.

Ritorno al Mandrione

Sacerdote, maestro, scrittore, Don Roberto Sardelli ha vissuto e operato nei territori dimenticati della città, in particolare al Mandrione, occupandosi degli emarginati, dei bambini delle baracche, dei malati di AIDS, senza mai separare azione e pensiero, corpo e parola. Il suo impegno ha sempre avuto un respiro esistenziale e politico insieme, capace di coniugare educazione e ribellione, spiritualità e arte. Tra le sue esperienze meno note ma significative, anche lo studio e la pratica del flamenco a stretto contatto con le comunità rom e sinti andaluse. Una figura ibrida e poetica, che continua a generare domande e visioni.

Alfredo Pirri racconta Don Sardelli

Il monumento di Alfredo Pirri non è pensato come un oggetto concluso, ma un processo aperto, capace di restituire un’immagine civile e collettiva della figura di Don Sardelli, in dialogo con lo spazio urbano del Mandrione. Non si tratta di un gesto nostalgico, ma della possibilità di “attualizzare” la memoria attraverso linguaggi artistici e strumenti culturali condivisi. Il progetto si inserisce in una riflessione più ampia sul ruolo dell’arte pubblica oggi: non tanto come “arredo urbano” o simbolo identitario, ma come attivatore di senso, strumento di negoziazione tra presente e passato, tra cittadinanza e territorio.