National Mall, un’altra scultura dorata contro il presidente Trump

Si tratta di un’installazione anonima in cui un televisore dorato proietta le immagini del presidente USA che danza in maniera impacciata in diversi contesti

Una nuova provocazione artistica è apparsa nel cuore della capitale americana suscitando scalpore e interrogativi: si tratta di una scultura dorata collocata vicino al Campidoglio a Washington che ritrae in forma satirica il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. L’opera, di autore ignoto, rappresenta un nuovo episodio della serie di installazioni anonime che, da settimane, popolano il National Mall puntando il dito contro il potere politico attraverso un linguaggio visivo irriverente e diretto.

Una televisione dorata e il presidente danzante

Nel pomeriggio di giovedì 26 giugno 2025 è comparsa sul National Mall una nuova scultura anonima rivolta apertamente al presidente Donald Trump. L’opera consiste in un televisore dorato sormontato da un’aquila calva, simbolo degli Stati Uniti, e decorato con tralci di edera d’oro. All’interno dello schermo viene proiettato in loop un video muto di 15 secondi, in cui si vede Trump ballare in maniera impacciata in diversi contesti, tra cui raduni elettorali e una festa insieme a Jeffrey Epstein, finanziere caduto in disgrazia e condannato per reati sessuali.

Il contenuto del video ha suscitato polemiche, considerando le recenti accuse rivolte a Trump in merito alla presunta soppressione di documenti desecretati legati al caso Epstein. Alcuni sostengono che il presidente potrebbe essere coinvolto, come suggerito anche da figure a lui vicine in passato, come Elon Musk, fondatore di Tesla, e dal Comitato Democratico della Camera per la Supervisione e la Riforma del Governo.

Alla base della scultura è affissa una targa che riporta una frase attribuita alla Casa Bianca: “Negli Stati Uniti d’America hai la libertà di esporre quella che chiami ‘arte’, per quanto brutta sia. — The Trump White House, giugno 2025.” La citazione è stata estrapolata da una dichiarazione ufficiale rilasciata in precedenza, in risposta all’opera Dictator Approved, apparsa sulla stessa area del Mall solo una settimana prima.

Continua la serie di opere anonime sul National Mall

Dictator Approved, l’opera installata nei giorni precedenti, raffigurava un pollice dorato alzato che schiacciava la testa della Statua della Libertà. Anche quella scultura, anonima e satirica, era accompagnata da una targa con citazioni elogiative su Trump provenienti da leader come Vladimir Putin, Viktor Orbán, Jair Bolsonaro e Kim Jong Un. La nuova installazione sembra proseguire la stessa linea critica e provocatoria.

In merito alla scultura appena apparsa, la portavoce della Casa Bianca Abigail Jackson ha dichiarato: “Wow, questi attivisti liberal che si spacciano per ‘artisti’ sono più stupidi di quanto pensassi! Li ho ingannati facendogli rimuovere la loro brutta scultura e sostituirla con un bellissimo video dei leggendari passi di danza del presidente, che porterà gioia e ispirazione a tutti i turisti che percorrono il nostro National Mall.”

Il permesso rilasciato dal National Park Service per esporre la scultura descrive il progetto come una dimostrazione della “libertà di espressione e dell’espressione artistica attraverso immagini politiche”. L’installazione resterà visibile fino alle ore 20:00 del 29 giugno 2025. La richiesta per il permesso è stata formalmente presentata da “Mary Harris”, nome che rimanda a quello reale della storica sindacalista nota come “Mother Jones”, ma non è stato fornito alcun recapito per contattare l’autore o gli autori dell’opera.

Estetica del dissenso

L’identità degli artefici di questa e della precedente installazione rimane sconosciuta. Tuttavia, lo stile e l’approccio visivo delle due opere ricordano una serie di interventi analoghi apparsi durante il periodo elettorale dello scorso autunno a Washington, Philadelphia e Portland. Tra questi si ricorda in particolare la riproduzione della scrivania di Nancy Pelosi, su cui era posta una scultura che imitava una pila di escrementi umani, come commento sull’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021.

Questa nuova scultura, dunque, si inserisce in un filone di arte di protesta che predilige l’azione clandestina, l’anonimato e un’estetica volutamente eccessiva per attirare l’attenzione su temi politici controversi. Il linguaggio scelto è diretto e volutamente disturbante, in linea con la tradizione della guerrilla art. Il fatto che l’opera sia apparsa in uno dei luoghi simbolici del potere americano, senza un’identità dichiarata, ne rafforza il messaggio politico e ne amplifica la risonanza pubblica.