Cos’altro siamo disposti a mettere in vendita?

La festa esclusiva per il matrimonio tra Jeff Bezos e Lauren Sanchez a Venezia riaccende le proteste contro la privatizzazione di spazi pubblici e le diseguaglianze globali

Si può affittare una città? E se accade, che sorte spetta all’immagine dei suoi luoghi culturali? Sono queste le domande che sorgono a Venezia, dove tutti gli occhi sono puntati sul matrimonio di Jeff Bezos, fondatore di Amazon e Blue Origin, e Lauren Sanchez, giornalista, autrice e pilota di elicotteri. Per l’evento esclusivo, a cui parteciperanno circa duecento invitati, l’Isola di San Giorgio è blindata da giorni in attesa del “sì” che la coppia pronuncerà il 27 giugno nel bosco della Fondazione Cini. E di fronte alla donazione di 3 milioni di euro alla città per l’occasione emerge forte la risposta della comunità e degli attivisti, che lamentano come quella che in realtà è una compravendita sia stata fatta passare per un atto di beneficienza.

Un acquisto mascherato da donazione

«Apprendo con piacere che la donazione di Jeff Bezos e Lauren Sanchez per Venezia passa da uno a tre milioni di euro. Un gesto di straordinaria generosità, che va ben oltre la cronaca mondana, e si traduce in un aiuto concreto per la laguna, il suo fragile ecosistema e le istituzioni che la custodiscono». Queste le parole del presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, nel commentare l’annuncio del sostegno ai tre enti veneziani – Corila, Venice International University e Ufficio Unesco – da parte della coppia che si sposerà nei prossimi giorni. «Mi auguro – aggiunge Zaia – che la scintilla scoccata tra Bezos e Venezia possa trasformarsi in un legame duraturo: un impegno costante a favore della città, dei suoi abitanti, dell’ambiente, e soprattutto di quei giovani che potrebbero scegliere Venezia come luogo dove vivere e costruire il proprio futuro. Welcome in Venice, Jeff!», conclude.

Ben diversa la risposta della rete di attivisti presente in città. Tra loro, gli ambientalisti di Extinction Rebellion, che all’urlo di «Noi siamo il 99 per cento» si sono radunati sotto i pili dei gonfaloni in piazza San Marco. «Siamo qui perché in questi giorni si celebrano le nozze tra Bezos e Sánchez, simbolo di quell’uno per cento di super-ricchi che sfrutta il pianeta. Non chiediamo donazioni, ma un sistema fiscale giusto, che tassi le grandi fortune per redistribuire le risorse al 99 per cento della popolazione, la stessa che subisce le conseguenze di questo capitalismo sfrenato», hanno spiegato.

Prevista anche una manifestazione del collettivo No Space for Bezos, per cui: «Scendere in piazza è essenziale. Lo è perché Bezos continua a lucrare sulla guerra genocida in corso a Gaza, perché è anche un contractor militare in Europa, e la corsa al riarmo nel Vecchio Continente diventerà per lui un affare miliardario. Lo è, infine, per la decisione dei Paesi NATO di aumentare al 5% del PIL le spese per la difesa entro il 2035, sottraendo risorse al welfare e alla qualità della vita di milioni di persone».

Tuttavia, sia il sindaco Luigi Brugnaro sia il presidente Zaia hanno espresso critiche verso le proteste, non solo per ribadire che Bezos non ha “affittato la città”, ma anche per sottolineare come questo matrimonio rappresenti un’opportunità di visibilità e prestigio per Venezia. «La comunicazione di questi giorni proviene da una minoranza — ha detto Zaia — è il rumore di un albero che cade di fronte a una foresta che cresce». Il presidente ha anche manifestato preoccupazione per le possibili ripercussioni di queste contestazioni sull’organizzazione di altri grandi eventi.

A Venezia il matrimonio tra i luoghi della cultura

È nel chiostro privato vicino alla Chiesa della Madonna dell’Orto la prima tappa ufficiale dei tre giorni di festeggiamenti esclusivi per le nozze di Jeff Bezos e Lauren Sanchez. Un’ordinanza del Comune di Venezia ha confermato la chiusura al transito di campo della Madonna dell’Orto e dei due ponti laterali, dalle 16.30 alle 20 del 26 giugno, consentendo l’accesso solo ai residenti. La giornata clou sarà il 27 giugno, quando la coppia celebrerà simbolicamente la loro unione nel bosco della Fondazione Cini. Immersi nel verde, tra l’anfiteatro, il Labirinto Borges, i chiostri palladiani e la Biblioteca del Longhena, Bezos e Sanchez avranno diversi luoghi culturali di Venezia riservati per l’evento.

Il ricevimento, previsto per sabato 28 giugno, si terrà nei suggestivi spazi storici dell’Arsenale di Venezia, e in particolare nelle Tese, l’antico complesso di cantieri navali situato all’estremità orientale della città. La scelta dell’Arsenale, interamente racchiuso da mura, offre maggiore riservatezza e sicurezza rispetto alla Scuola Grande della Misericordia, inizialmente presa in considerazione nel sestiere di Cannaregio.

Tra le proteste di chi denuncia la privatizzazione dello spazio pubblico e le celebrazioni blindate di uno degli uomini più ricchi del mondo, Venezia si trova ancora una volta al centro di una riflessione profonda sul futuro del suo patrimonio culturale. L’evento esclusivo per le nozze di Jeff Bezos e Lauren Sanchez diventa così l’occasione per interrogarsi su come coniugare la tutela dell’identità di una città unica con le ingenti risorse che, sempre più spesso, arrivano da iniziative di pochi potenti. Una sfida aperta, a cui la comunità veneziana risponde chiedendo non solo donazioni occasionali, ma un sistema più giusto e una visione sostenibile del futuro del territorio.