Crolla la scultura di Mario Ceroli nel cuore del quartiere Flaminio

Dopo anni di trascuratezza cede l'opera che Ceroli aveva realizzato per i Mondiali del 1990 a Roma. Ancora incerto il futuro dei resti

Nel quartiere Flaminio di Roma, a due passi dal Palazzetto dello Sport, si è verificato durante le prime ore della giornata del 23 giugno 2025 il crollo dell’emblematica scultura Goal, l’opera che Mario Ceroli aveva realizzato in occasione dei Mondiali di Calcio del 1990. L’imponente scultura misurava 16 metri e pesava all’incirca 35 tonnellate, fatta di pregiato legno di pino russo combinato con parti in acciaio zincato, verniciato poi di un caldo rosso ramato. Il crollo non ha generato feriti, dato che l’area era già stata precedentemente interdetta al pubblico per evitare i rischi derivanti dallo stato di degrado in cui l’opera versava.

Segnali ignorati e interventi insufficienti

Da anni cittadini e appassionati d’arte segnalavano il visibile deterioramento dell’opera, sollevando proteste su abbandono e incuria. Nel 2001 Ceroli l’aveva donata al Comune di Roma e installata in questa zona, dopo un primo restauro che includeva rinforzi e verniciatura. Nella prima metà del 2011 furono applicati ulteriori sostegni, ma nessun lavoro significativo di recupero è stato realizzato da allora. Nonostante proposte di spostamento o costruzione di una replica in materiali più duraturo, le iniziative non hanno superato la fase progettuale.

Tardive le risorse stanziate

Secondo la Soprintendenza capitolina ai Beni Culturali, nel bilancio 2025-2027 sono stati destinati 400.000 euro per intervenire con un restauro dell’opera. Era inoltre stata prevista la progettazione di una recinzione più solida e la valutazione di nuove soluzioni tecniche, tra cui la ricollocazione o la sostituzione con una versione più ridotta.

Un monito per la tutela del patrimonio urbano

L’opera del maestro dell’Arte Povera era stata originariamente collocata all’EUR durante i Mondiali del 1990 in Italia ed consisteva in un tributo alla cultura italiana. Ispirata al Rinascimento, la struttura richiamava il pallone da calcio come simbolo dell’evento mondiale che celebrava. Con il tempo, l’opera aveva assunto una valenza identitaria per il quartiere.

Il cedimento della scultura nei mesi in cui erano stati promessi fondi per la sua salvaguardia porta a riflettere su quanto impatto avrebbe avuto un intervento tempestivo. Il caso di Goal porta alla luce le criticità nella conservazione dei beni artistici urbani ed è un campanello d’allarme sulla gestione del patrimonio pubblico, dato che l’abbandono prolungato di installazioni pubbliche può trasformare un’opera di valore in un reale pericolo.

Cosa accadrà ora

L’area è già stata transennata e l’amministrazione ha annunciato che i fondi stanziati saranno trasferiti al Dipartimento di Programmazione Urbanistica. Si procederà con lo smontaggio e una possibile ricostruzione, eventualmente con materiali più duraturi o in scala ridotta. I prossimi mesi saranno determinanti per decidere se ridare il Goal alla città in una nuova veste o se lasciarlo andare.