La celebre fotografa statunitense Cindy Sherman ha annunciato il lancio del Cindy Sherman Legacy Project (CSLP), un programma ambizioso volto a preservare l’integrità fisica e concettuale delle sue opere. Attraverso un sistema strutturato di valutazione dello stato di conservazione delle fotografie e la possibilità di sostituire le stampe danneggiate con nuove copie approvate e firmate, il progetto intende rispondere alle sfide poste dalla fragilità dei materiali fotografici. Il CSLP include anche la creazione del primo catalogue raisonné digitale dedicato all’intera produzione dell’artista accessibile gratuitamente e pensato come risorsa per studiosi, curatori e collezionisti.

Una risposta concreta alla fragilità dei materiali fotografici
La necessità di tutelare la durata e la qualità delle opere fotografiche ha portato Cindy Sherman a ideare un sistema innovativo per garantire la sopravvivenza delle sue immagini più iconiche. Il Cindy Sherman Legacy Project istituisce un iter ufficiale per analizzare lo stato di conservazione delle stampe originali e, qualora necessario, sostituirle con ristampe in condizioni perfette. L’artista supervisiona direttamente ogni fase del progetto e approva attentamente le nuove realizzazioni prima della loro esecuzione.
Margaret Lee, direttrice del CSLP, ha sottolineato come la decisione di avviare ora questa iniziativa sia legata a una preoccupazione di lunga data da parte dell’artista riguardo alla vulnerabilità dei supporti fotografici: «Sono passati molti decenni da quando Cindy Sherman ha stampato le sue prime fotografie a colori e ancora di più da quelle in bianco e nero. – ha dichiarato – Con questo progetto, l’artista può intervenire direttamente per adattare le sue opere ai rapidi cambiamenti nella tecnologia di stampa».
Le stampe ammesse al programma vengono analizzate in un centro specializzato a New York: se idonee, l’opera originale – completa di titolo, numero di edizione, data e provenienza – viene distrutta e sostituita da una nuova versione firmata da Sherman. Il servizio, destinato a collezionisti privati, prevede un costo amministrativo di 10.000 dollari, oltre alle spese di produzione e spedizione. Le istituzioni pubbliche e senza fini di lucro, invece, sono esentate da questa quota iniziale e coprono solo i costi tecnici.

Il coinvolgimento diretto di Cindy Sherman
Sherman partecipa attivamente alla valutazione delle richieste di ristampa e al controllo qualità delle nuove edizioni. Le ristampe sono calibrate cromaticamente rispetto ai negativi originali in bianco e nero o alle diapositive 35mm a colori, secondo criteri estremamente rigorosi. «Ogni foto ristampata viene trattata singolarmente e deve rispettare gli standard più elevati stabiliti dall’artista stessa» ha spiegato Lee. Il progetto si affida allo stesso laboratorio di stampa specializzato con cui Sherman collabora da oltre vent’anni assicurando una continuità tecnica e filologica che garantisce coerenza con l’opera originaria. Questo approccio mira a trasmettere saperi e metodi anche alle future generazioni.
Parallelamente al programma di ristampa, il CSLP include lo sviluppo del Cindy Sherman Catalogue Raisonné, il primo archivio digitale ufficiale dell’artista. La piattaforma sarà lanciata in diverse fasi e offrirà immagini ad alta risoluzione, dettagli sulle edizioni, storia espositiva, provenienza e analisi contestuali. Secondo Lee, «questo catalogo documenterà ogni opera con immagini, storia delle esposizioni e approfondimenti critici». La risorsa sarà gratuita e destinata a studiosi, musei e collezionisti.
L’iniziativa si propone anche come modello per altri artisti che lavorano con la fotografia: «Abbiamo già avviato conversazioni con artisti, curatori, archivisti e collezionisti» ha affermato Lee. «Esiste un forte interesse nel capire come il CSLP possa guidare le buone pratiche nella conservazione dell’arte fotografica». Sherman stessa ha dichiarato: «Con la creazione di questo progetto, forniamo un modello per altri artisti che lavorano nel mezzo fotografico».

Il sostegno del mondo museale e un modello per il futuro
Il progetto ha ricevuto un’accoglienza positiva da parte di importanti istituzioni museali e addetti ai lavori. Eva Respini, direttrice della Vancouver Art Gallery e curatrice di lunga data del lavoro di Sherman, ha elogiato l’iniziativa come un esempio da seguire: «La materialità delle opere fotografiche ha sempre rappresentato una sfida per le istituzioni. L’approccio di Sherman è sia proattivo che generoso – sta creando un precedente che molti vorranno imitare».
Anche Jeff Rosenheim, curatore responsabile del Dipartimento di Fotografia del Metropolitan Museum of Art, ha commentato positivamente: «Questo fornisce a collezionisti e musei gli strumenti necessari per prendersi cura delle opere di Sherman in modo proporzionato al loro valore artistico. È un intervento riflessivo nella relazione in continua evoluzione tra fotografia e conservazione».
Rosenheim ha inoltre sottolineato l’importanza del progetto per l’intero settore: «L’iniziativa può offrire un modello sostenibile a lungo termine anche per altri artisti, desiderosi di adottare le tecnologie più affidabili e durature disponibili. E chi meglio di Cindy Sherman, una delle artiste contemporanee più acclamate al mondo, per indicare questa direzione?».



