Dal 4 giugno 2025 gli utenti francesi che provano ad accedere a Pornhub si trovano davanti a un’immagine inaspettata: niente più video, ma una riproduzione del celebre dipinto La Libertà che guida il popolo di Eugène Delacroix, accompagnata dalla scritta “La liberté n’a pas de bouton off” (“La libertà non ha un tasto di spegnimento”). È la risposta provocatoria del colosso canadese Aylo, proprietario di Pornhub, YouPorn e RedTube, alla nuova legge francese che impone un sistema di verifica dell’età tramite documenti ufficiali o carta di credito, per proteggere i minori dall’accesso ai contenuti pornografici. Aylo ha scelto di bloccare completamente l’accesso al sito nel territorio francese, trasformando la homepage in un messaggio politico e visivo.

Un dipinto come atto di protesta su Pornhub
La scelta di un’opera del 1830 per protestare contro una legge del 2025 non è casuale. Il dipinto di Delacroix, che raffigura una donna a seno nudo che guida il popolo durante la Rivoluzione di luglio, è uno dei simboli più potenti della lotta per la libertà nella storia dell’arte occidentale. In questo contesto, diventa anche simbolo della libertà digitale e della resistenza contro ciò che Pornhub definisce un controllo “invasivo e pericoloso” per la privacy degli utenti. Secondo Aylo, la verifica dell’età dovrebbe essere responsabilità dei sistemi operativi (come Apple o Android), non dei singoli siti, che altrimenti si trasformerebbero in gestori di dati sensibili.
Il paradosso della nudità
La scena è paradossale: un sito noto per l’esibizione esplicita dei corpi sostituisce i suoi contenuti con un’opera d’arte in cui il nudo è parte integrante della narrazione storica. Il seno scoperto della “Libertà” non è lì per attrarre, ma per rappresentare la verità. Così, proprio un’immagine artistica che oggi sarebbe forse censurata dai social diventa la nuova “copertina” della pornografia proibita in Francia. Un cambio di registro tanto netto quanto carico di significato.

In Italia?
Per ora, in Italia non esistono leggi simili. L’accesso ai siti pornografici resta libero, senza obbligo di verifica dell’età tramite documenti. Ma il caso francese potrebbe fare scuola, soprattutto se l’Unione Europea decidesse di intervenire con una normativa comune. Il 18 aprile AgCom, l’Autorità per le Garanzie nella Comunicazioni, ha infatti approvato le “regole per la verifica della maggiore età degli utenti”. Nel testo si legge: “Il sistema di verifica dell’età definito prevede l’intervento, per la fornitura della prova della maggiore età, di soggetti terzi indipendenti certificati, definendo un processo basato sui due passaggi, logicamente separati, della identificazione e autenticazione della persona identificata, per ciascuna sessione di utilizzo del servizio regolamentato”. Insomma, un dipinto potrebbe presto comparire anche sugli schermi degli utenti italiani.


