La Biennale Arte 2026 va avanti con la visione di Koyo Kouoh: la mostra sarà «una partitura collettiva»

"In Minor Keys" è il tema della Biennale Arte 2026 scelto dalla curatrice Koyo Kouoh, scomparsa a inizio maggio 2025. Annunciata anche una storica partnership con Bulgari

È con il nome di Koyo Kouoh, improvvisamente scomparsa a maggio 2025, che si apre la conferenza stampa della Biennale Arte 2026. «Come da appuntamento tradizionale – ha affermato Cristiana Costanzo, capo dell’ufficio stampa del settore Architettura e Arti Visive della Biennale di Venezia – questa presentazione avrebbe dovuto svolgersi il 20 maggio alla presenza di Koyo Kouoh, che avrebbe così rivelato la propria visione. La sua prematura scomparsa ha suscitato un’onda di commozione e immediatamente la Biennale ha deciso di andare avanti con la sua mostra per preservare le sue idee e onorare la sua visione». E allora a parlare per Koyo Kouoh, di cui pure è proiettato un videomessaggio, c’è la sua squadra, pronta a portare avanti il progetto curatoriale della 61. Esposizione Internazionale d’Arte in mostra a Venezia dal 9 maggio al 22 novembre 2026.

In Minor Keys: ecco il tema della Biennale Arte 2026

Sono state le advisor Gabe Beckhurst Feijoo, Marie Helene Pereira e Rasha Salti, l’editor-in-chief Siddhartha Mitter e l’assistente Rory Tsapayi a raccontare alla stampa i dettagli del progetto curatoriali a cui Koyo Kouoh ha lavorato dalla sua nomina. Il tema è In Minor Keys e annuncia una Biennale che invita «a rallentare il passo e a sintonizzarsi su quelle tonalità minori sommerse dalla cacofonia del caos, rispetto al quale c’è una musica che continua». La mostra, i cui artisti saranno annunciati a febbraio 2026, come pure l’identità visiva, invita quindi «ad ascoltare quei segnali persistenti della terra e della vita, da porre in connessione con l’anima», spiegano. E proprio nelle tonalità minori «sono custodite le risonanze di un’atmosfera polifonica dell’arte, portata alla luce attraverso una profonda fiducia negli artisti, che con le loro pratiche evocano portali, stimolano relazioni avanzando nella forma con reti e scuole istituitesi in maniera informale».

In quello che è un vero e proprio «festival dell’ensemble», la Biennale Arte 2026 intende mostrarsi come «una partitura collettiva, una processione visiva e meditativa con cui la mostra sollecita tutti i sensi, individuando le possibilità degli spazi intermedi. Ma con ciò l’esposizione non vuole essere atto di fuga: al contrario, si presenta come una riconnessione con il ruolo originario dell’arte nella società, che è essenzialmente emotivo». L’idea curatoriale sottolinea così la necessità di ascoltare le tonalità minori, individuare quei cambiamenti che avvengono sottotraccia per mano degli artisti, che la mostra intende ascoltare.

Buttafuoco annuncia la partnership con Bulgari

«Oggi la Biennale fa quello che fa da 130 anni, ovvero edifica l’idea di un curatore. Ma stavolta con Koyo Kouoh il curatore sussurra da un altrove». Queste le parole di Pietrangelo Buttafuoco, il presidente della Biennale di Venezia. «In un futuro fatto di geografia, oggi realizziamo l’Esposizione Internazionale d’Arte come Koyo Kouoh me l’ha consegnata, sottolineando l’idea di un sussurro proveniente da un sottofondo e l’arte come tempo dilatato». Accanto al commento sul tema In Minor Keys, Buttafuoco ha anche annunciato una novità. Si tratta della nuova exclusive partnership siglata con Bulgari, che diventerà partner ufficiale della Biennale Arte per le prossime tre edizioni. L’accordo, come ha spiegato il presidente, è l’esito di «uno scambio reciproco e virtuoso tra realtà attive per costruire una comunità pensante».