PERFORMING, il nuovo festival a Catanzaro che mette al centro la performance

Fino al 31 maggio la prima edizione dell'evento che trasforma la città in spazio artistico aperto al dialogo e alla sperimentazione

La performance è, prima di tutto, un gesto che accade nel presente. È corpo, movimento, relazione. È una forma di pensiero che non si limita a rappresentare, ma che agisce, che interpella, che si fa spazio vivo. In un tempo attraversato da cambiamenti profondi, è forse il linguaggio più diretto e radicale per raccontare ciò che stiamo vivendo. Ed è proprio per questo che ancora oggi la performance è una delle pratiche più urgenti e radicali del nostro tempo: perché ci costringe a fermarci, a guardare, ad ascoltare. A esserci.

Da queste riflessioni nasce PERFORMING, il primo festival internazionale e biennale delle arti performative contemporanee, in corso a Catanzaro fino al 31 maggio 2025. Un progetto ambizioso, collettivo, transnazionale, che trasforma la città in una piattaforma diffusa di esperienze artistiche, attraversamenti urbani, incontri e sperimentazioni. Un festival che mette al centro la performance come spazio critico in cui arte, politica, identità, tecnologia e comunità si incontrano.

Il festival PERFORMING come dispositivo artistico e culturale diffuso

Promosso dall’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, insieme a una rete di dodici istituzioni italiane e internazionali del sistema AFAM, con il sostegno del Ministero dell’Università e della Ricerca e dei fondi PNRR – NextGenerationEU, PERFORMING è un invito a ripensare il ruolo dell’arte nel presente.

Qui la performance non è spettacolo, ma presenza attiva nello spazio pubblico e simbolico. Non c’è palco separato dalla realtà: c’è un corpo che attraversa, abita, dialoga. E c’è una città – Catanzaro – che diventa palcoscenico, laboratorio, terreno fertile.

Il programma, presentato il 21 maggio a Roma, si estende in luoghi convenzionali e non: chiostri, teatri, giardini, facciate, metaversi. Ogni spazio è occasione per costruire relazioni nuove tra artisti, spettatori, cittadini.

Una geografia di pratiche tra corpo, gesto e spazio urbano

Il Programma di PERFORMING riunisce alcuni tra i nomi più significativi della scena performativa internazionale:

  • Regina José Galindo, Leone d’Oro alla Biennale di Venezia, propone un’azione intensa sulla migrazione come esperienza umana e politica, Hasta tu orilla, e partecipa a un dialogo con il curatore Eugenio Viola;
  • Daniela Ortiz presenta un’opera che rievoca le lotte anticoloniali attraverso la pratica della marionetta come forma simbolica e politica;
  • Nezaket Ekici realizza una performance-installazione ispirata alla Biblioteca De Nobili, riflettendo sul sapere come bene pubblico.

A questi si affiancano artisti come Basel Zaraa, Ant Hampton, Elena Antoniu, e molti altri, insieme a una nuova generazione di performer italiani. Il 28 maggio, una giornata sarà interamente dedicata alla Generazione Z, con progetti emergenti curati da Simona Gavioli, distribuiti tra Villa Margherita e l’Educandato dell’Accademia

Attraversare territori, attivare pensiero

Una sezione importante del festival è dedicata alla performance come viaggio e attraversamento, con il progetto Crossing, in cui quattro artisti italiani compiono un itinerario tra Albania, Serbia, Bulgaria, Turchia, Libano, Egitto e Grecia. Un percorso di raccolta e ascolto, in cui l’arte si apre al dialogo interculturale, raccoglie storie e materiali per trasformarli, al ritorno, in nuove azioni performative.

Il 30 maggio, il festival ospita due momenti di restituzione e riflessione, con il contributo di artisti, curatori e teorici come Elena Bellantoni, Matilde De Feo, Luca Panaro, Simona Caramia e altri protagonisti della ricerca contemporanea.

La performance come strumento critico e condiviso

PERFORMING non è soltanto un festival. È una comunità temporanea, un laboratorio transdisciplinare che unisce produzione artistica e ricerca, formazione e azione, riflessione e partecipazione. La performance, in questo contesto, è intesa come forma viva del pensiero, come strumento per osservare il mondo, per prendere posizione, per immaginare alternative.

In un tempo che ci impone di ripensare i modi di abitare il reale, la performance diventa un atto di presenza consapevole, un gesto capace di costruire relazioni, di dare corpo alle domande, di aprire spazi di senso.

Tutte le info e il programma completo: www.prmgfestival.com/performing-festival