“Napalm Girl”, sospesa l’attribuzione della foto a Nick Út: dubbi sull’autore della foto

La fotografia vincitrice del Pulitzer nel 1973 non ha più un autore ufficiale secondo il WPP: una nuova indagine e un documentario aprono il caso per la celebre immagine della guerra in Vietnam

A oltre cinquant’anni dalla sua realizzazione, la celebre fotografia “Napalm Girl” – icona della guerra in Vietnam e vincitrice del Premio Pulitzer – si trova al centro di una controversia internazionale. La recente decisione di World Press Photo di sospendere l’attribuzione dello scatto a Nick Út ha riaperto il dibattito sull’autorialità di una delle immagini più riconosciute del XX secolo. Nuove indagini, documentari e analisi forensi hanno portato alla luce elementi inediti che mettono in discussione la versione storica finora accettata, coinvolgendo altri fotoreporter presenti sulla scena e sollevando interrogativi destinati a rimanere aperti.

Nuove indagini e la sospensione dell’attribuzione

Negli ultimi mesi, la paternità della fotografia “Napalm Girl” – ufficialmente intitolata “The Terror of War” – è stata oggetto di una revisione approfondita da parte di World Press Photo. L’organizzazione, che nel 1973 premiò l’immagine come Foto dell’Anno, ha annunciato la sospensione dell’attribuzione a Nick Út, storico fotografo dell’Associated Press, a seguito delle rivelazioni contenute nel documentario “The Stringer” del regista Bao Nguyen, presentato al Sundance Film Festival 2025.

Il documentario, realizzato dalla VII Foundation, ha raccolto testimonianze, ricostruzioni visive e dati tecnici che suggeriscono il coinvolgimento di due fotoreporter vietnamiti: Nguyen Thành Nghe, freelance noto come “stringer”, e Huynh Cong Phúc. Un’analisi condotta dal centro di ricerca francese INDEX ha confrontato le posizioni, le attrezzature e i filmati disponibili, concludendo che Nghe si trovava nel punto esatto e nel momento cruciale dello scatto, mentre le prove a favore di Nick Út risultano meno compatibili. Anche Huynh Cong Phúc è stato individuato nei pressi della scena grazie a riprese video, alimentando ulteriormente il dibattito sull’autore effettivo della fotografia.

World Press Photo ha motivato la decisione sottolineando che il livello di dubbio è troppo elevato per mantenere l’attribuzione a Út, pur riconoscendo che non esistono prove definitive per riassegnare la paternità ad altri. La direttrice esecutiva Joumana El Zein Khoury ha dichiarato: “È importante sottolineare che la fotografia in sé rimane indiscussa e il premio per la fotografia rimane valido. Solo la paternità è in fase di revisione. Questa rimane una storia controversa ed è possibile che l’autore della fotografia non venga mai pienamente confermato”.

Associated Press e la posizione ufficiale

A differenza di World Press Photo, l’Associated Press ha scelto di mantenere l’attribuzione della foto a Nick Út. L’agenzia ha condotto due indagini interne senza trovare elementi sufficienti per modificare la paternità storica dello scatto. Nel comunicato diffuso, AP ha ribadito che “l’unico interesse dell’AP nel condurre un’indagine sulla famosa ‘The Terror of War’ è garantire che la paternità dell’immagine iconica sia registrata in modo equo e accurato”.

Il confronto tra le due organizzazioni mette in luce approcci differenti: mentre World Press Photo ha preferito sospendere il credit in presenza di un “livello di dubbio troppo elevato”, AP ha dichiarato che non esistono prove convincenti per togliere il merito a Út o attribuirlo a qualcun altro. La questione resta quindi aperta, con la possibilità che l’autore della fotografia non venga mai definitivamente identificato.

La storia e l’impatto della fotografia “Napalm Girl”

La fotografia “Napalm Girl” fu scattata l’8 giugno 1972, durante un attacco al napalm contro il villaggio di Trang Bang, nel Vietnam del Sud. L’immagine ritrae la bambina di nove anni Phan Thị Kim Phúc, immortalata mentre fugge urlando, ustionata alle braccia e alla schiena, dopo il bombardamento aereo sudvietnamita coordinato con le forze statunitensi. Attorno a lei si vedono altri bambini e militari, in una scena che ha cristallizzato l’orrore della guerra e il dolore umano oltre la cronaca.

La fotografia fu pubblicata in tutto il mondo diventando un simbolo universale della sofferenza civile nei conflitti armati e contribuendo a catalizzare l’opinione pubblica contro la guerra in Vietnam. Oltre al World Press Photo, l’immagine vinse anche il Premio Pulitzer nel 1973, e la sua forza evocativa è rimasta intatta, indipendentemente dalla controversia sulla firma.

Nel corso degli anni, la storia della foto è stata raccontata più volte, anche dallo stesso Nick Út, che ha descritto il momento dello scatto e i successivi incontri con la protagonista. La vicenda di “Napalm Girl” si inserisce in una lunga tradizione di dispute sull’attribuzione di immagini iconiche, come nel caso di “Morte di un miliziano” di Robert Capa o “Raising the Flag on Iwo Jima” di Joe Rosenthal, a testimonianza della complessità che può nascondersi dietro la realizzazione di una fotografia destinata a segnare la storia