Cheyenne Westphal e Jean-Paul Engelen si dimettono da Phillips: nuovi ruoli nel mondo dell’arte

Dopo Dolman e Lo Iacono, proseguono le uscite ai vertici dell’azienda: Westphal lavorerà con collezionisti e artisti, Engelen entra in Acquavella Galleries

Phillips, una delle principali case d’asta internazionali, si prepara a un cambiamento significativo nel proprio assetto dirigenziale. Due protagonisti della scena internazionale dell’arte contemporanea, Cheyenne Westphal e Jean-Paul Engelen, lasciano infatti la società per intraprendere nuovi percorsi professionali. Il loro addio, che arriva in un momento già segnato da importanti trasformazioni interne, è stato definito da alcuni esperti del settore come una svolta di portata storica per il mercato.

Westphal, presidente globale di Phillips negli ultimi otto anni, ha annunciato che si dedicherà a un progetto indipendente collaborando direttamente con artisti e collezionisti privati; Engelen, in forza alla casa d’aste dal 2015 e presidente per le Americhe dal 2022, ha invece accettato un nuovo incarico presso Acquavella Galleries a New York.

Queste uscite si sommano a una serie di altri avvicendamenti che, nell’ultimo anno, hanno coinvolto i vertici dell’azienda. Lo scorso dicembre, Ed Dolman ha infatti rassegnato le dimissioni da presidente esecutivo. Amministratore delegato dal 2014 e poi promosso nel 2021, Dolman ha ora avviato una propria attività di consulenza. Alla fine del 2024, anche Amanda Lo Iacono, vice amministratore delegato, ha lasciato l’incarico per perseguire nuove opportunità.

I protagonisti di una crescita decennale

Sia Westphal sia Engelen hanno avuto un ruolo centrale nell’espansione di Phillips nell’ultimo decennio, contribuendo a rafforzarne la presenza nei settori dell’arte contemporanea più consolidata così come in quelli emergenti. Nel 2022, l’allora CEO Stephen Brooks aveva sottolineato il contributo fondamentale di Engelen alla crescita della società. Brooks ha successivamente lasciato la casa d’aste nel 2024 per motivi personali.

Westphal, definita da molti “la donna più influente nel mondo dell’arte contemporanea”, era stata reclutata da Sotheby’s nel 2016, dove aveva curato ogni asta importante in Europa dal 1999. Tra i suoi successi spicca l’organizzazione dell’asta record dedicata a Damien Hirst del 2008, Beautiful Inside My Head Forever, che fruttò 121 milioni di sterline proprio mentre crollava Lehman Brothers. In Phillips ha guidato ogni grande vendita dal suo arrivo, con ottimi risultati anche nella promozione delle opere di Gerhard Richter.

Engelen e Westphal hanno saputo costruire relazioni solide sia con grandi collezionisti che con nuovi attori del mercato sostenendo l’espansione di Phillips a livello globale. Le loro uscite segnano quindi un punto di discontinuità rilevante per il futuro della maison.

Un mercato in trasformazione

Le dimissioni dei due dirigenti arrivano in un momento delicato per il mercato dell’arte, che fatica a riprendersi dopo un prolungato rallentamento. Secondo l’Art Basel/UBS Art Market Report, nel 2024 il valore complessivo delle vendite all’asta è calato del 20%. In particolare, il segmento dell’arte contemporanea ha subito una flessione del 36%, attestandosi su 1,4 miliardi di dollari – il livello più basso dal 2018. Phillips ha registrato un calo del 14% nei ricavi da aste rispetto all’anno precedente.

Westphal ha descritto il contesto attuale come “un’industria in continua evoluzione”, spiegando che l’idea di creare una propria attività era già presente fin dal momento in cui aveva lasciato Sotheby’s. All’epoca, tuttavia, fu attratta dal potenziale di crescita offerto da Phillips. Oggi ribadisce che la sua decisione non è collegata agli altri cambiamenti interni: “Questo è il modo in cui voglio vivere la prossima fase della mia carriera professionale”.

Quanto all’evoluzione del mercato, Westphal ha rilevato come molti collezionisti preferiscano oggi vendere in via riservata piuttosto che tramite aste pubbliche, fenomeno comune nei periodi di contrazione economica: “Abbiamo assistito a un enorme aumento delle vendite private,” ha affermato, aggiungendo: “Non vedo l’ora di essere protagonista della prossima evoluzione del mercato dell’arte”.

I nuovi leader alla guida di Phillips

A raccogliere il testimone saranno Robert Manley e Miety Heiden, figure già affermate all’interno dell’organico di Phillips. Manley è stato nominato presidente del dipartimento di arte moderna e contemporanea. Entrato in azienda nel 2016 come specialista senior, ha ricoperto negli anni ruoli di crescente responsabilità, tra cui quello di vicepresidente e co-direttore globale dello stesso dipartimento. Tra i suoi meriti figura la gestione della collezione di Pop Art di Miles e Shirley Fiterman. Heiden, invece, assumerà il ruolo di presidente delle vendite private. Presente in azienda dal 2017, ha contribuito all’incremento del 46% nel valore delle vendite riservate annuali durante la sua gestione.

Il nuovo CEO di Phillips, Martin Wilson, ha espresso piena fiducia nel nuovo assetto dirigenziale, affermando che Manley e Heiden continueranno a portare avanti il lavoro con “professionalità, integrità ed entusiasmo”. Insieme a Jonathan Crockett, presidente per l’area asiatica, il gruppo costituisce—secondo Wilson—una squadra coesa con un’ampia rete di contatti nei mercati chiave.