#Panel 3 – Ernesto Lanzillo: «Il mecenatismo non ha solo un valore economico»

Ernesto Lanzillo porta a The Art Symposium l'esperienza di Deloitte e fa il punto sulle particolarità degli investimenti in arte

«La cultura non è un investimento resiliente». Così Ernesto Lanzillo, responsabile per Deloitte Central Mediterranean (Italia, Grecia, Malta) dei servizi Deloitte Private, ha cominciato il proprio intervento nel terzo panel di The Art Symposium. Alla domanda di Renata Cristina Mazzantini, moderatrice del panel, sulle caratteristiche e sulla quantità degli investimenti in cultura Lanzillo ha risposto: «L’investimento sull’arte è aleatorio, perché è sottoposto alle fluttuazioni e le valutazioni non si possono condurre in maniera avulsa. Da un punto di vista più ampio, il mecenatismo va inteso come un elemento che ha un ritorno ben più ampio di quello economico, perché il mecenate ottiene con l’attività filantropica anche una condizione di visibilità e un conseguente posizionamento sul mercato. C’è quindi chi, oltre all’ottica esclusivamente filantropica, vede nell’arte anche un ritorno indiretto».

Nel raccontare l’esperienza di Deloitte in quanto a investimenti, Lanzillo ha specificato: «Quando si parla di investimenti serve distinguere tra opere d’arte e monumenti. Il tema importante è che anche per quanto riguarda le opere d’arte il mercato ha una certa liquidità: il suo andamento, dopo il boom post Covid, ha registrato un ristagno pesante. Oggi quindi il mercato è debole, ma nel frattempo stanno entrando nuovi investitori, che siano Millennial e Gen Z, rampolli di famiglie facoltose che entrano sul mercato con lotti più bassi di quelli della famiglia. Stiamo infatti assistendo a una democratizzazione dell’arte: oggi possono partecipare tutti al mercato, che prima era meno flessibile. I monumenti invece non hanno mercato, ma si possono valutare con diverse tecniche: se ne può misurare l’indotto e intersecare i dati che risultano con le stime dei costi di ricostruzione. Questa p una tecnica approssimativa che consente di interpolare dei dati che acquisiscono senso nel momento in cui sono necessari investimenti nell’area del monumento, che di conseguenza ne innalzano il valore».

Però, ha aggiunto Lanzillo, suggerendo una prospettiva più ampia: Nella misurazione c’è un altro aspetto che è stato inserito proprio dall’Unesco, ovvero la valutazione del ritorno degli investimenti in arte lasciando da parte l’aspetto economico. In altre parole, si valuta anche la capacità dell’arte di attrarre e valorizzare la diversità. Il fatto che confluiscano attraverso la cultura etnie e nazionalità diverse è per l’Unesco è un parametro determinante, perché la cultura è la base che unisce le differenze».

Ernesto Lanzillo è Partner di Deloitte & Touche S.p.A. della practice Industrial Consumer Services presso l’ufficio di Milano e vanta oltre 30 anni di esperienza nei servizi di audit e assurance. Ha maturato una solida competenza nell’ambito del sistema di controllo interno sui dati finanziari, procedure contabili, assistenza alle IPO, supporto alle transazioni, pianificazione e budgeting, nonché nel reporting di informazioni non finanziarie, offrendo supporto a clienti italiani e multinazionali.

Dal 2018 è responsabile per Deloitte Central Mediterranean (Italia, Grecia, Malta) dei servizi Deloitte Private, il brand dedicato alle aziende familiari, PMI quotate e non quotate, imprenditori e loro famiglie, family office e investitori. In questo ruolo è anche membro del Comitato Esecutivo di Deloitte Central Mediterranean, con la carica di Deloitte Private Leader per l’area. Ricopre inoltre i ruoli di Audit Client & Industry Representative e di Global Audit Capture Program Leader per Deloitte Central Mediterranean.