Il secondo panel dal titolo Il ruolo delle istituzioni pubbliche e private nella gestione delle risorse culturali si apre con l’intervento di Evelina Christillin, Presidente del Museo Egizio di Torino e racconta come la gestione delle risorse culturali passi anche – e necessariamente – dall’aiuto delle istituzioni pubbliche: «Il primo grande booster è arrivato nel 2012 con i 50 milioni di investimento (30 milioni da parte dei privati e 20 milioni dal pubblico) per rifare completamente il Museo, non la collezione delle opere ma proprio la struttura esterna. È stata un’operazione importante che è coincisa anche con l’arrivo del nuovo direttore Christian Greco. Parto da questo avvenimento come primo punto per sottolineare la grande capacità e volontà che il museo ha avuto – insieme a tutto il suo staff – di avere sempre più collaborazioni internazionali. Questo afflato di collaborazione ha permesso di aiutare la ricerca, contribuendo a stabilire più di 90 collaborazioni, attività comuni vere e proprie con atenei universitari, istituti di cultura oltre ad inserire all’interno del nostro comitato scientifico i direttori delle comunità di ricerca egizie di tutto il mondo, fino addirittura al MET di New York».

Guido Talarico, moderatore del panel, chiede alla presidente il fiore all’occhiello del modello di business del museo in questi anni, e Christillin risponde: «La ricerca resta per me il punto fondamentale. Sono professoressa di Storia Moderna, e la prima cosa che ho notato insediandomi al museo con la mia formazione da storica, è stata la mancanza dello staff scientifico. Ma la nostra vera ricchezza è la collezione che abbiamo in concessione dallo Stato e senza un comitato scientifico è impossibile valorizzarla al meglio, per cui è stata fatta da parte mia un’attività se vogliamo imprenditoriale per assumere 22 tra archeologi ed egittologi a studiare la collezione, analizzarla, digitalizzarla. Questo ci ha permesso di organizzare una grande mostra portata all’Ermitage di San Pietroburgo che ha visto la partecipazione di oltre 2 milioni di visitatori. Da lì si sono aperte le porte del mondo nei cinque contenenti e oggi continuiamo a fare altri lavori colossali, grazie anche ad un altro investimento di 23 milioni e il grande aiuto da parte dell’Istituto Credito Sportivo e Culturale presente oggi, sport e cultura continuano a parlarsi».
Sulle difficoltà che il museo ha incontrato nel territorio, Christillin risponde con orgoglio: «Siamo imbevuti dalla cultura del fare, ma non è sempre facile reinventarsi. Quella di Torino è una trasformazione che costa fatica e molte idee e progetti che non sempre possono essere realizzati. Tante cose adesso stanno nascendo, ma posso dire con orgoglio che nessuna città avrebbe retto una diaspora di 130mila posti di lavoro. Se parliamo di offerta culturale quello che ha fatto Torino negli ultimi anni è stato straordinario: anche dopo le Olimpiadi è nata una nuova voglia di mostrarsi, un nuovo senso di partecipazione che per il piemontese doc è un grande traguardo vista la sua natura dichiaratamente schiva. Torino è una città in trasformazione, che non vuole rinnegare il proprio passato, anzi, c’è futuro ma sopratutto una memoria che va rispettata».

Evelina Christillin è laureata in Storia e Demografia Storica e dal 2012 è stata nominata presidente della Fondazione Museo Egizio di Torino. Iniziato la carriera nell’ambito della comunicazione sportiva in Fiat, per poi approdare all’insegnamento universitario a Torino come docente di Storia Moderna. Ha avuto un ruolo centrale nell’organizzazione dei XX Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, dapprima come Presidente del Comitato Promotore, poi come Vice Presidente Vicario del TOROC, contribuendo anche alla parte culturale dell’evento.
Ha poi ricoperto incarichi di rilievo in numerose istituzioni culturali, tra cui il Teatro Regio, il Teatro Stabile di Torino, la Fondazione Museo Egizio e il Teatro Stabile di Napoli. È stata anche alla guida dell’ENIT (Agenzia Nazionale del Turismo) e ha ricoperto ruoli dirigenziali in importanti banche italiane. In ambito sportivo è stata la prima donna eletta nella Giunta Nazionale del CONI con delega alle Olimpiadi, ha avuto incarichi nella FIGC, nella Federazione Italiana Golf e in FIFA, dove dal 2016 è rappresentante UEFA nel Consiglio FIFA e Vice Presidente della Commissione “Football Stakeholders”.


