Tra i protagonisti del primo panel di The Art Symposium c’è Luboš Veselý, direttore della Karel Komárek Family Foundation, a cui l’ambasciatore Talò ha chiesto cosa si sta facendo per l’Ucraina a livello culturale, dove pure c’è già un impegno, previsto in particolare per luglio 2025 con una conferenza per la ricostruzione.
«In tempo di guerra, gli aggressori tendono a distruggere il patrimonio culturale e artistico della nazione», ha spiegato Veselý. «È successo in Ucraina fin dall’inizio, dove la Russia stava reprimendo lo spirito della cultura. L’UE ha sostenuto l’arte e la cultura ucraina: 85 siti sono stati distrutti dall’inizio della guerra e l’obiettivo era quello di mettere insieme esperti per focalizzare l’attenzione sul progetto».
Raccontando delle modalità di investimento del Paese sulla cultura, ha raccontato: «Dal 2006 ci siamo concentrati sulla ricostruzione degli spazi pubblici, poiché essi creano e formano la personalità per trascorrere il tempo con gli amici e la famiglia – l’estetica è molto importante. L’obiettivo è quello di attivare le comunità attraverso l’attivazione della partecipazione e rendere questi spazi disponibili al pubblico. Un aspetto molto importante sta nell’utilizzare lo spazio per gli artisti per dare loro la libertà di creare, nel quadro di creare uno spazio urbano di alta qualità per il pubblico e gli artisti». Quanto alla formazione, ha spiegato: «Ora ci concentriamo molto sull’educazione alla cultura, sul sostegno e sulla promozione di giovani artisti, sulle accademie: il nostro obiettivo principale non è l’antico, ma il futuro e il sostegno ai futuri talenti».
Ma il focus principale rimane sui rischi a cui va incontro il patrimonio culturale in tempi di guerra: «L’Ucraina fa parte del patrimonio culturale mondiale, i nostri fondatori hanno un’attività commerciale nel Paese e quindi affrontiamo ogni giorno la realtà e la brutalità della guerra. Fin dall’inizio del conflitto sapevamo di dover fare qualcosa, anche se non avevamo esperienza. Abbiamo organizzato il trasporto umanitario: i primi mesi sono stati una pianificazione senza sosta e poi ci siamo seduti a una tavola rotonda con il governo per capire cosa potevamo fare per creare attività extrascolastiche per i bambini, per preservare e sviluppare il sistema dell’arte in Ucraina. Il progetto artistico è composto da più attori con background ed esperienze diverse.

Luboš Veselý è direttore della Karel Komárek Family Foundation. Dal 2008 ha ricoperto varie posizioni presso KKCG nel corporate marketing nella corporate social responsibility. Quando nel 2017 è stata fondata la Karel Komárek Family Foundation, ne è diventato il direttore guidando la fondazione nei settori dei progetti, della comunicazione e di fundraising. Si assicura che l’organizzazione raggiunga i suoi obiettivi strategici a lungo termine, rispondendo al contempo alle esigenze attuali delle organizzazioni sostenute e di altri soggetti. Partecipa attivamente allo sviluppo dei programmi chiave della fondazione e ne valuta l’impatto. Monitora le tendenze nell’area della filantropia, coltiva partenariati internazionali e cerca nuove opportunità di cooperazione futura per i progetti della fondazione. È anche membro del Consiglio di amministrazione della Academy of Classical Music, che gestisce il Dvořák Prague international music festival. Dal giugno 2022 è incaricato di gestire la Karel Komárek Proměny Foundation.


