#Panel 1 – Antonella Baldino: «Investire nella cultura ha un effetto moltiplicativo»

La presidente dell'Istituto per il Credito Sportivo e Culturale racconta l'engagement dell'ente sulla crescita sostenibile del Paese attraverso il sostegno allo sport e alla cultura

Accanto alla cultura, c’è anche lo sport tra gli strumenti del soft power nazionale. Proprio di questo l’ambasciatore Francesco Maria Talò ha scelto di parlare con Antonella Baldino, presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, che ha tra le proprie missioni anche il sostegno alla cultura. Alla domanda su quale sia il ruolo dell’Istituto nella promozione della cultura, Baldino ha risposto: «Il sostegno alla cultura non è solo nella nostra nuova denominazione, ma è proprio nel nostro mandato pubblico».

Parlando dell’ente che presiede, Baldino ha spiegato: «L’Istituto è una banca pubblica che si concentra sulla crescita sostenibile del Paese attraverso il sostegno allo sport e alla cultura, a cui è stato ampliato. Opera con supporto finanziario agli investimenti verso i due settori ed è un veicolo di partenariato pubblico-privato. Gestiamo infatti fondi pubblici e siamo addizionali rispetto al mercato grazie proprio a questa attività di blending, consolidata ormai sul piano dello sport ma stiamo spingendo sulla parte cultura. Questa banca guarda in modo concreto ed effettivo anche all’impatto sociale: abbiamo sviluppato una metodologia di calcolo per quanto riguarda il ritorno sociale degli investimenti, che calcoliamo perché vogliamo essere certi che i soldi che implichiamo siano spesi bene, anche come strumento di indirizzo delle politiche culturali. Infatti, implicare soldi nella cultura produce un effetto moltiplicativo: ogni euro produce un ritorno di 4.4».

In riferimento all’impatto che le grandi manifestazioni sportive e culturali hanno sullo sviluppo sostenibile dell’Italia, Baldino ha affermato: «Lo sport è un vettore di cooperazione internazionale e va considerato come un veicolo di innovazione. In questo senso, menziono un’iniziativa importante realizzata attraverso l’ICSC, ovvero l’alleanza siglata nel 2020 tra oltre 550 banche che collaborano a livello mondiale per uno sviluppo sostenibile nell’ambito dell’agenda 2030, e nel 2023 è nata a Cartagena anche la coalizione per lo sviluppo sostenibile attraverso l’arte e la cultura. Non solo, a Cape Town c’è stata anche una sessione di tre giorni dedicata interamente ad arte e cultura, che quest’anno sono settori importanti. In questo senso, l’Istituto – come ha riconosciuto anche il Ministro Antonio Tajani – è uno strumento di politica estera, e la cultura è un vettore di dialogo».

Parlando delle strategie attraverso cui l’Istituto spinge pubblico e privato a lavorare insieme, Baldino ha spiegato che, pur essendo utile la filantropia, ciò che scoraggia gli investimenti è l’assenza di programmi di interventi stabili: «Le policy aiutano a definire una filiera di progetti di qualità in grado di attivare la finanza pubblica in maniera efficace. Non mancano competenze a livello progettuale, il tema è progettare con una visione e una prospettiva che scoraggia l’investimento in questi settori».

Antonella Baldino è Presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo, responsabile della Cooperazione Internazionale e Finanza per lo Sviluppo in Cassa Depositi e Prestiti. È membro Consigli di Amministrazione di Terna, The Marguerite Fund, EDFI (European Development Finance Institutions). Ha inoltre maturato un’articolata esperienza nel settore del credito e della finanza presso primari istituzioni finanziarie quali Unicredit, Capitalia e Mediocredito Centrale. È stata membro del Consiglio di Amministrazione di Sace, Simest, Fintecna, Ansaldo Energia, Generali Investments Europe e di Generali Real Estate. In precedenza, ha svolto esperienze all’estero presso la World Bank e l’UNCTAD, ed è stata membro del Consiglio degli esperti del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Ha conseguito una laurea in Economia presso l’Università la Sapienza di Roma e un master in International Economics presso The Graduate Institute of International and Development Studies di Ginevra.