Liu Jiakun si aggiudica il Pritzker Architecture Prize 2025

Il premio internazionale più ambito nel campo dell'architettura va all’architetto cinese e alla sua architettura onesta

Il Pritzker Architecture Prize 2025 istituito nel 1979 dai coniugi Jay Arthur e Cindy Pritzker è il più prestigioso riconoscimento annuale del settore architettura. Il premio quest’anno è andato all’architetto cinese Liu Jiakun ed è la seconda volta nella stori che se lo aggiudica un architetto di nazionalità cinese (nel 2012 lo aveva vinto Wang Shu).

La giuria celebra la sua “architettura onesta”: con un approccio opposto a quello delle città contemporanee che “tendono a separare le funzioni”, il lavoro realizzato da Liu Jiakun “mantiene un delicato equilibrio per integrare tutte le dimensioni della vita urbana. In un mondo che tende a creare infinite periferie noiose, ha trovato un modo per costruire luoghi che sono allo stesso tempo un edificio, un’infrastruttura, un paesaggio e uno spazio pubblico. Il suo lavoro può offrire indizi su come affrontare le sfide dell’urbanizzazione, in un’epoca di città in rapida crescita”.

Abu Dhabi, la capitale degli Emirati Arabi Uniti, ospiterà in primavera la cerimonia di premiazione del Pritzker Prize 2025. La commisione che il premio andrà a Liu Jiakun per “averci mostrato come l’architettura può mediare tra realtà e idealismo, per aver elevato le soluzioni locali a visioni universali e per aver sviluppato un linguaggio che descrive un mondo giusto dal punto di vista sociale e ambientale”.

Il lavoro del vincitore del Pritzker Prize 2025

La giuria, composta da Manuela Lucá-Dazio nel ruolo di executive director e gli architetti Anne Lacaton, Hashim Sarkis e Kazuyo Sejima tra gli altri membri, spiega come Liu Jiakun “immagina e costruisce nuovi mondi, liberi da qualsiasi vincolo estetico o stilistico. Invece di uno stile, ha sviluppato una strategia che non si basa mai su un metodo ricorrente, ma piuttosto sulla valutazione delle caratteristiche e dei requisiti specifici di ogni progetto in modo diverso. Vale a dire, Liu Jiakun prende le realtà presenti e le gestisce fino al punto di offrire uno scenario completamente nuovo della vita quotidiana”.

Ma le parole dell’architetto illuminano meglio di chiunque altro sulla natura del suo lavoro, il quale afferma: “Aspiro sempre a essere come l’acqua, a permeare un luogo senza portare con me una forma fissa e a infiltrarmi nell’ambiente locale e nel sito stesso. Nel tempo, l’acqua si solidifica gradualmente, trasformandosi in architettura e forse persino nella più alta forma di creazione spirituale umana. Eppure, conserva ancora tutte le qualità di quel luogo, sia buone che cattive”. È così che, se attinge alla tradizione architettonica cinese, è per rivisitarla prediligendo l’artigianato, l’uso di materie prime locali e materiali che già hanno compiuto un ciclo di vita.

L’architetto Liu Jiakun

Liu Jiakun, 54esimo vincitore del Pritzker Architecture Prize, nasce nel 1956 a Chengdu, dove risiede e lavora. Nel 1978 viene accettato alla Chongqing University, dove si laurea in ingegneria- architettura nel 1982. È così che inizia la sua carriera all’istituto statale di progettazione e ricerca architettonica di Chengdu, offrendosi poco dopo come volontario per un’esperienza biennale in Tibet. Nel 1999 ha fondato lo studio Jiakun Architecture ed ha lavorato prevalentemente in Cina progettando e costruendo musei, edifici per la cultura, l’educazione e lo sport.

Nel 2008 intraprende un progetto un mese dopo il terremoto che colpì la regione cinese del Sichuan. Il titolo era “rebirth brick project” e Liu Jiakun decide utilizzare le macerie e le rovine causate dal sisma: è così che aggrega i detriti degli edifici crollati con fibre di grano e cemento. Presentati alla Biennale di Venezia del 2008 e all’omonimo evento di Shenzhen e Hong Kong del 2011), crea dei “mattoni fortificati” che sono stati utilizzati nello Shuijingfang Museum di Chengdu (2013), in tre volumi dell’HQ Novartis (2014), e nel permeabile “complesso-promenade” a uso misto West Village di Chengdu (2015).

Anche l’intervento compiuto per il Memoriale Hu Huishan (2009) si lega al terremoto: collocata in un boschetto Liu Jiakun crea una struttura a forma di una tenda per il primo soccorso austera e in calcestruzzo. Una sorta di cappella laica, inaccessibile, da osservare esclusivamente restando sulla soglia che rende omaggio a una giovanissima vittima del sisma esponendone alcuni effetti personali.