Sarà negli stessi giorni del colosso Art Basel la nuova fiera che accenderà i riflettori gli artisti e le gallerie africane. Si tratta di Africa Basel – Contemporary African Art Fair, che dal 17 al 22 giugno 2025 negli spazi dell’Ackermannshof si propone di sostenere e promuovere la crescita di una comunità artistica ampia e diversificata. A ideare la nuova manifestazione, che si inserisce in un panorama fieristico con altri appuntamenti dal concept simile, è stato il fondatore e direttore della fiera fotografica di Basilea, Sven Eisenhut-Hug, e Benjamin Füglister, fotografo e imprenditore svizzero che nel 2012 ha istituito il Premio CAP, un riconoscimento dedicato alla fotografia africana contemporanea. Per la prima edizione i curatori saranno Azu Nwagbogu, Michèle Sandoz, Serge Tiroche, Greer Valley.
Africa Basel: una fiera boutique
La nuova fiera di Basilea intende offrire una selezione di opere d’arte provenienti dallo scenario del continente africano, presentandole con l’intento di dare un’immagine dinamica del contesto e di promuovere lo scambio tra gallerie, artisti e collezionisti. «Il recente dibattito sulla cosiddetta “bolla dell’arte africana” ha dipinto un quadro distorto del mercato», spiegano dalla fiera, che vuole offrire un quadro più complesso e aggiornato dell’arte africana. «Le affermazioni secondo cui questa bolla è scoppiata – aggiungono – portando a un calo dei valori delle opere d’arte, sono fuorvianti e semplificano eccessivamente le dinamiche in gioco. Il rapido afflusso di opere d’arte africane nel mercato potrebbe aver temporaneamente diluito la domanda, ma ciò non è indicativo del valore intrinseco o della rilevanza globale dell’arte africana».

In questo senso, la nuova manifestazione intende presentare una rassegna raccolta, presentandosi come una vera e propria fiera boutique, allestita quindi come esposizione e non seguendo l’articolazione in stand. Infatti, spiegano ancora da Africa Basel, la fiera «sottolinea la necessità di piattaforme curate e sostenibili che consentano a gallerie e collezionisti di impegnarsi in modo significativo con gli artisti africani. Africa Basel mitiga la sovrasaturazione del mercato promuovendo una comprensione più profonda delle narrazioni artistiche del continente e offrendo opportunità strutturate sia per i talenti emergenti che per quelli affermati».
Riflettori internazionali puntati su uno scenario diversificato
L’istituzione di Africa Basel si inserisce in un quadro in movimento. Sono già diversi, infatti, gli appuntamenti internazionali che si concentrano sullo scenario creativo in crescita del continente africano. Accanto a 1-54, fiera attiva tra Londra, Marrakech e New York, in calendario c’è infatti anche la manifestazione parigina Akaa – Also Know as Africa. Ma non solo, perché alla fine del 2024 è arrivata la nomina di Koyo Kouoh come curatrice della Biennale di Venezia del 2026 e di Naomi Beckwith per Documenta Kassel 2027, entrambe di discendenza africana e pronte a guidare due eventi tra i più importanti al mondo.



