Continua a soffiare vento di cambiamenti sotto la direzione di Simone Verde, succeduto a Eike Schmidt. Il neo direttore, museologo e storico dell’arte, dal 2014 al 2016 è stato responsabile ricerca scientifica del Louvre di Abu Dhabi, dal 2016 al 2023 ha diretto il Complesso Monumentale della Pilotta del quale ha portato a termine il totale restauro e riallestimento. Una rivoluzione espositiva che sta interessando anche l’istituzione fiorentina che, come ha dichiarato, intende rendere «il polo centrale di tutto il sistema nazionale dei musei perché gli Uffizi, di questo sistema, sono il punto di riferimento naturale».


Dopo la riapertura a fine luglio delle sale dei pittori fiamminghi e la ricostruzione della sala del Ricetto delle Iscrizioni, si concretizza il piano di riallestimento di tutto il secondo piano della storica istituzione che seguirà un duplice criterio cronologico e tematico. Protagonista questa volta, è la pittura fiorentina del 1500: Andrea Del Sarto, Fra Bartolomeo – principali figure di questa fase matura del Rinascimento, che diede poi avvio alla “maniera moderna” e tutta la cerchia di pittori attivi a Firenze nei primi anni del XVI secolo. Negli spazi recentemente inaugurati, sono accolte 25 opere, si trovano alla fine del Terzo Corridoio e ne concludono, cronologicamente, la narrazione storico-pittorica.
Le dichiarazioni di Simone Verde e Anna Bisceglia
Un allestimento completo e qualitativo che, come affermato dalla curatrice della Pittura del Cinquecento Anna Bisceglia, «intende restituire in un solo colpo d’occhio, e in una sequenza organica, quale ricchezza numerica e qualitativa Firenze seppe esprimere attraverso i molti artisti che si mossero in quel ventennio così straordinario sul fronte artistico».

Il direttore Verde ha sottolineato invece come le tre nuove sale permettono di «contestualizzare quelle di Leonardo, Michelangelo e Raffaello al secondo piano della Galleria, ricostruendo la ricchezza e la vivacità della pittura fiorentina del primo ventennio del Cinquecento, per mostrare plasticamente quanto l’eccelso esempio di da Vinci, Buonarroti e Sanzio abbia ispirato e guidato nel loro esercizio creativo e stilistico gli artisti toscani agli albori del Sedicesimo secolo. Quelli esposti negli spazi inaugurati oggi sono tutti veri e propri maestri, capaci di esprimere, ciascuno secondo la propria personalità, un ingegno pittorico notevolissimo, oltre che di fondamentale importanza per la storia dell’arte».
Il nuovo allestimento degli Uffizi
La Visione di san Bernardo di Fra Bartolomeo, eseguita nei primissimi anni del Cinquecento, è il cuore della prima sala. L’artista, «diede tanta grazia ne’ colori fra’ Bartolomeo alle sue figure e quelle tanto modernamente augumentò di novità» – scriveva Giorgio Vasari nelle sue Vite. In dialogo con il capolavoro, troviamo la Visitazione di Mariotto Albertinelli del 1503, pittore che per anni condivise la bottega con il frate.

La stanza successiva è dedicata interamente ad Andrea del Sarto – non a caso definito dal Vasari come “il pittore senza errori” – dove sono accolte una serie di opere che mostrano l’attività e l’evoluzione del pittore. Chiave interpretativa della sala è la Madonna delle Arpie proveniente dalla chiesa di San Francesco dei Macci a Firenze, capolavoro di equilibrio stilistico, di perfezione formale, armonia dei colori.


Infine, l’ultimo ambiente alla fine del Terzo Corridoio, offre al pubblico opere di Franciabigio – tra cui la Pala di San Giobbe – Alonso Berruguete, uno dei pittori spagnoli venuti in Italia intorno al 1508 per studiare, come di consueto, le opere di Michelangelo e Raffaello, Domenico Beccafumi e di Domenico Puligo. Tra le altre novità, la scelta di collocare e riunire assieme i quattro pannelli che facevano parte della Camera Borgherini, allestita nel palazzo dell’omonima famiglia di banchieri fiorentini, al quale lavorarono Andrea del Sarto, Pontormo, Francesco Granacci e attraverso cui è possibile ammirare, anche se in parte, la completezza e la visionarietà della pittura fiorentina cinquecentesca, ancora oggi exemplum indiscusso di perfezione.

Gallerie degli Uffizi, Firenze


