ArtVerona 2024 arriva alla 19esima edizione, guidata per il quinto anno consecutivo dal direttore artistico Stefano Raimondi e sotto la vicedirezione di Elena Fiorin, che continuano la loro mission volta a consolidare il legame tra operatori nazionali e internazionali: non a caso, la loro strategia si è caratterizzata principalmente per aver saputo coinvolgere nuove risorse, fondazioni, archivi o residenze d’artista. La manifestazione, anno dopo anno, è sempre più attenta alle novità e alla storia, capace di presentare i linguaggi più sperimentali del contemporaneo a quelli più storicizzati del passato.


Ad occuparsi dell’identità visiva è Studio Temp, studio di graphic design di Bergamo. La campagna grafica del 2024 si basa su un’evoluzione del tema cartografico utilizzato nell’edizione precedente. L’idea è quella di esplorare il concetto di connessione e incontro, temi espressi attraverso l’interazione dei confini che si sovrappongono, si intersecano e si fondono in forme e colori.


Le sezioni espositive
Quest’anno, le sezioni espositive della fiera sono tre, a cui si aggiunge una nutrita partecipazione del mondo editoriale e degli spazi no profit. La Main Section, cuore della manifestazione, è costituita dalla presenza di 130 gallerie d’arte moderna e contemporanea, tra queste MC2 Gallery, MAG Magazzeno Art Gaze, The Gallery Apart. Innova, curata da Hannah Eckstein, si concentra sulle gallerie emergenti più sperimentali e di ricerca, invitate a presentare una monografia oppure una esposizione collettiva fino ad un massimo di tre artisti. Curated by è invece la sezione rivolta alle giovani gallerie che riflette sulla collaborazione tra queste e un curatore indipendente chiamato a realizzare il progetto dello stand in chiave curatoriale, curata da Giacinto di Pietrantonio. Infine LAB, a cura di Giulia Floris, è dedicata alle residenze d’artista e ai progetti no profit.




Le novità di ArtVerona 2024
Le novità di questa edizione sono diverse: a partire dalla partecipazione dell’artista internazionale Ugo Rondinone con il progetto the rainbow brick road per il tradizionale ed iconico red carpet allestito nel salone di ingresso della fiera. L’artista ha dichiarato che per il progetto ha immaginato il tappeto «come una ‘strada di mattoni’ di tanti colori diversi, fondendo così due archetipi incompatibili: l’arcobaleno e il mattone. Entrambi gli archetipi sono apparsi come leitmotiv nei miei dipinti, sculture, video e installazioni fin dai primi anni ’90 sotto forma di aperture e pareti. L’archetipo dell’arcobaleno è un simbolo di pace, di uguaglianza e apertura. L’arcobaleno è un ponte tra tutto e tutti. L’archetipo del mattone è un simbolo di chiusura di qualcuno o qualcosa all’interno o all’esterno. Il mattone costruisce muri intorno a sé e al mondo».



Ritorna poi il format Habitat, con due progetti importanti: la mostra “Mario Merz. Il numero è un animale vivente” alla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, realizzata in collaborazione con l’Archivio Mario Merz, e in fiera il focus dedicato a Fabio Mauri, nato in collaborazione con lo Studio Fabio Mauri di Roma, che esporrà per la prima volta la collezione completa degli Zerbini realizzata dall’artista a più riprese tra il 1995 e il 2009. Previste inoltre numerose mostre, installazioni, talks (come LIVES! a cura di Nicolas Ballario e Rodrigo D’Erasmo con Valeria Sturba, dedicato alla vita dell’artista Jeff Koons) incontri, visite riservate e percorsi d’arte.




info: ArtVerona 2024


