Una storia legata all’arte pubblica, quella di Serpentine Galleries, istituzione dedicata all’arte contemporanea e fondata nel 1970. Se negli ultimi anni i protagonisti delle iniziative sono stati artisti del calibro di Anish Kapoor e il duo Christo e Jeanne-Claude, ora è la volta di Yayoi Kusama, che torna alla Serpentine con un’enorme zucca a pois esposta al Kensington Garden di Londra. L’opera – Pumpkin – fa parte della serie iconica dell’artista e sarà visibile sulle rive del Round Pond, lago ornamentale del parco londinese, fino al prossimo 3 novembre.

«È un onore presentare quest’opera di Yayoi Kusama nei Kensington Gardens di Londra», hanno dichiarato Bettina Korek e Hans Ulrich Obrist, rispettivamente CEO e Direttore Artistico di Serpentine. L’approdo dell’artista da Serpentine Galleries, però, è anche un ritorno. «Questo progetto – hanno infatti proseguito – rappresenta una riunione per Kusama e Serpentine: la sua prima grande mostra retrospettiva in Gran Bretagna si è tenuta nelle nostre gallerie nel 2000. Come sempre, siamo profondamente grati a The Royal Parks per la loro collaborazione e a tutti i nostri sostenitori la cui generosità consente al programma di arte pubblica di Serpentine di connettere artisti e pubblico al di là delle mura della galleria».
«Mando la mia gigantesca zucca a Londra con amore», ha dichiarato Yayoi Kusama. «Sin dall’infanzia – ha aggiunto l’artista giapponese – le zucche sono state un grande conforto per me, sono così tenere al tatto, così attraenti nel colore e nella forma. Sono umili e divertenti allo stesso tempo e mi parlano della gioia di vivere». Con la prima realizzata nel 1946, le zucche costituiscono una vera e propria firma Kusama, che entra a far parte delle nuove iniziative pubbliche di Serpentine Galleries dopo STRIP-TOWER, il lavoro realizzato da Gerhard Richter e attualmente esposto sul plinto della Serpentine South.

Tra gli altri progetti dell’istituzione, anche la commissione annuale del Serpentine Pavillion, quest’anno affidata all’architetto coreano Minsuk Cho e al suo studio Mass Studies.
info: serpentinegalleries.org


