La Biennale d’arte africana è stata posticipata a pochi giorni dall’apertura

Ora è prevista il 7 novembre l'inaugurazione di Dak'Art, la Biennale d'arte africana, che avrebbe dovuto aprire il 16 maggio

Alle soglie dell’inaugurazione, la Biennale d’arte africana contemporanea è stata posticipata di diversi mesi. Lo ha reso noto il Ministero della Gioventù, dello Sport e della Cultura senegalese, annunciando in un comunicato ufficiale che Dak’Art, in programma dal 16 maggio al 16 giugno a Dakar, prenderà il via il prossimo 7 novembre. La ragione dello slittamento sarebbe, secondo una fonte del comitato organizzativo della manifestazione, il mancato rispetto degli impegni finanziari da parte del governo precedente.

La vicenda è finita subito al centro delle polemiche. Pure con la lucida analisi del quadro generale che la segretaria generale della Biennale Marième Ba ha rilasciato a Le Monde, gli operatori del settore e i ranghi dirigeziali della manifestazione già lamentano i danni provocati dalla decisione del Ministero. «Il contesto nazionale, segnato dallo svolgimento delle ultime elezioni presidenziali – il 24 marzo -, ha avuto un forte impatto sul processo di preparazione di questo evento dedicato alle arti visive», ha dichiarato Marième Ba alla testata francese. «Ma anche il contesto internazionale – ha aggiunto – ha giocato un suo ruolo, con particolare difficoltà nel trasportare le opere attraverso il Golfo di Aden e il Mar Rosso».

La stessa segretaria, però, e molti galleristi presenti alla Biennale d’arte africana hanno affermato di non poter quantificare le conseguenze finanziarie della decisione. In altre parole, traspare una comprensione della situazione nazionale e internazionale che ha generato le condizioni per lo slittamento, ma il danno per gli operatori del settore rimane enorme. In più, Dak’Art si sovrapporrà alla Biennale africana di fotografia, Les Recontres Bamako, che prenderà il via nella capitale maliana il 16 novembre. Da qui, la possibilità che l’evento senegalese, quest’anno alla sua quindicesima edizione, attiri meno visitatori rispetto ai numeri che avrebbe registrato a maggio.

Tra le ragioni delle polemiche, il cambio data comunicato troppo tardi. Per questo motivo, molti operatori del settore hanno lanciato l’hashtag #TheOFFisON, incoraggiando gallerie e centri culturali coinvolti a svolgere gli eventi del “calendario off” nonostante lo slittamento della Biennale. Alcune fonti sostengono che ben tre quarti dei circa 500 eventi collaterali potrebbero mantenere la programmazione e svolgersi ugualmente. Se ciò dovesse accadere, resta da chiedersi se la Biennale a cura di Salimata Diop, che con il tema The Wake, l’Eveil, le Sillage indaga la “condizione nera” e le sue rappresentazioni rispetto alle nozioni di esumazione, lutto e sradicamento, avrà ancora un programma off quando aprirà le porte a novembre.