Studio 110 racconta il popolo Saharawi con una settimana di eventi

Studio 110 celebra a Roma il senso identitario di questa popolazione indipendente con esposizioni e incontri

Tra mostre ed eventi, si avvicina l’inizio della settimana Saharawi, che porterà a Roma una serie di iniziative con lo scopo di esaltare e far conoscere la cultura e la storia di questo popolo indipendente, composto gruppi tribali arabo-berberi tradizionalmente residenti nelle zone del Sahara Occidentale. In questo contesto, Studio 110 ha in programma un ricco calendario di appuntamenti che, dal 12 al 20 aprile, accompagneranno la mostra fotografica di Renato Ferrantini, Saharawi – Oltre l’attesa, esito del suo viaggio nei campi di Tindouf nel 2023.

Nel cuore di San Lorenzo a Roma, l’esposizione da Studio 110 consiste in un percorso visivo e descrittivo di venticinque foto di grande formato, accompagnato da interviste e testimonianze degli abitanti del campo, in esilio da oltre quarant’anni. Esplorando da vicino il popolo Saharawi, letteralmente “gente del deserto”, la mostra è l’occasione per entrare a contatto con la sua storia e la sua cultura, a cui saranno dedicati anche diversi eventi collaterali, in cui si discuterà di politica, arte, letteratura, musica e molto altro. Perno della settimana, l’identità del popolo, in attesa di un referendum per l’autodeterminazione promesso dalle Nazioni Unite da quasi cinquant’anni.

Accanto alla mostra fotografica, Studio 110 esporrà anche oggetti di artigianato, stoffe, tappeti,
per evocare, attraverso gli oggetti della cultura materiale, l’atmosfera di una Jaima Saharawi, la tenda tradizionale del deserto, centro della vita comunitaria, ma anche simbolo dell’impermanenza di una cultura nomade e sostanzialmente orale, legata agli elementi naturali, ma emblema di un’identità radicata che resiste.

Un tratto, questo, che si è rafforzato ulteriormente dopo “Gdeim Izik”, l’accampamento
di Jaimas sorto dal nulla il 9 ottobre 2010, nel Sahara occidentale occupato, per protestare
contro la discriminazione, le violenze e la negazione di diritti da parte del governo marocchino. Da qui, la moltiplicazione delle Jaimas, sotto cui si riunì la popolazione Saharawi in un comune grido di libertà, costituendo uno dei primi momenti della primavera araba e a cui seguirono più di tremila arresti da parte dell’esercito marocchino. Proprio di questi fatti prende ispirazione la settimana Saharawi a Roma, prendendo come simboli le Jaimas, ora proibite nei territori occupati del Sahara Occidentale. Gli eventi, tra talk ed esposizioni, invitano il pubblico a esplorare la cultura e la storia di questo popolo, attraverso i punti di vista più diversi.

info: studio110art