Il Colosso di Costantino (ricostruito) torna ai Musei Capitolini

Il "nuovo" Colosso di Costantino è stato riprodotto con tecniche innovative che hanno rispettato l'autenticità dei materiali originali

Il Colosso di Costantino è stato abilmente ricostruito ed esposto ai Musei Capitolini, precisamente nel giardino di Villa Caffarelli. La “nuova” statua è stata realizzata utilizzando tecniche innovative partendo da pezzi originali del IV d.C. conservati presso l’istituzione. Le superfici materiche del colosso sono state ricreate attraverso materiali come resina, poliuretano, foglia d’oro, polvere di marmo e gesso rispettando quindi l’autenticità dei frammenti originali. L’attualizzazione del progetto è stata possibile grazie alla collaborazione tra la Sovrintendenza Capitolina, la Fondazione Prada e la Factum Foundation for Digital Technology in Preservation. Quest’ultima è un’organizzazione no-profit dedicata proprio alla mediazione digitale nell’arte contemporanea e nella riproduzione di opere.

La ricostruzione è stata estremamente complessa e ha coinvolto innumerevoli studiosi di vari ambiti del sapere. Si è concretizzata grazie a una accurata indagine archeologica dei frammenti e a un preciso studio delle fonti storiche ed epigrafiche. Si è partito dai dieci frammenti marmorei originali custoditi nel cortile di Palazzo dei Conservatori, successivamente digitalizzati e posizionati sul corpo virtuale della statua. Le statue di culto di età imperiale prese come esempio sono state la statua di Giove dell’Ermitage di San Pietroburgo e quella dell’imperatore Claudio custodita al Museo dell’Ara Pacis: da qui è stato possibile riprodurre l’imponente colosso alto ben 13 metri su una scala 1:1.

«A Roma stiamo cercando di recuperare le dimensioni dell’antichità e la nostra conoscenza e percezione dei capolavori del passato, di cui conserviamo tracce e frammenti» ha spiegato il sindaco Roberto Gualtieri – aggiungendo – «voglio davvero ringraziare tutti quelli che hanno reso possibile questa creazione e questa ricostruzione che contribuisce a farci comprendere meglio il passato e quindi a capire meglio chi siamo».

I giardini di Villa Caffarelli, dove è collocata la riproduzione, sono sorti sui resti del più importante tempio romano dedicato a Giove Capitolino e che un tempo ne ospitava la statua. Statua che probabilmente, ha costituito un modello di derivazione per l’originale Colosso, costruito tra il 313 e il 324 d.C. e poi collocato nella Basilica di Massenzio.