Ora che si è insediata la nuova direttrice della Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma, Cristina Mazzantini, grande è l’attesa di sapere quale sarà il futuro di uno dei musei più importanti della Capitale.
Qualche informazione sulla direzione che la neo-direttrice ha intenzione di dare al museo inizia già a trapelare. Al di là della programmazione di mostre (quella sul futurismo nel prossimo autunno era stata preannunciata e decisa sotto la direzione di Cristiana Collu), che saranno pianificate nei prossimi mesi, emerge un’iniziativa piuttosto interessante che caraterizzerà sin da subito il corso della vita dell’ex Gnam.

“Un anno, un artista, una sala”: con questa formula la Galleria Nazionale si prepara a ospitare un artista all’anno come ospite d’eccezione. E per il 2024 Cristina Mazzantini ha già annunciato che sarà Emilio Isgrò il protagonista. Oltre ad esporre in uno spazio del museo ancora da definire, il maestro dell’arte della cancellatura incontrerà il pubblico in una serie di appuntamenti stagionali che coinvolgeranno anche scrittori, critici, giornalisti e poeti.

«Con questa proposta – svela Cristina Mazzantini in un articolo su La Lettura del 28 gennaio – ci sarà un accesso privilegiato alla creatività proprio perché illustrata dal vivo e dallo stesso artista. Isgrò farà rivivere al pubblico tanti capitoli della storia italiana contemporanea».
Il rapporto tra Cristina Mazzantini ed Emilio Isgrò è ormai di lunga data. In qualità di curatrice del progetto Quirinale Contemporaneo, Mazzantini gli chiese di realizzare un’opera per il palazzo della Presidenza della Repubblica. E così che nasce nel 2020 Colui che sono, la cancellazione delle leggi razziali, un’opera che sostiene la Memoria collettiva e che va nella direzione opposta rispetto alla cosiddetta “cancel culture”.


