This Will Not End Well: Nan Goldin a Milano, ma come regista

In arrivo da Pirelli HangarBicocca una retrospettiva sul lavoro da regista di Nan Goldin, l'artista più influente del nostro tempo

Non è ancora iniziato il 2024 che già trapelano le prime indiscrezioni per il 2025: Nan Goldin, la più influente artista del nostro tempo secondo la ArtReview Power 100, sarà la protagonista del panorama espositivo milanese nel 2025. Con una mostra da Pirelli HangarBicocca di Milano, organizzata dal Moderna Museet in collaborazione con Pirelli HangarBicocca, Milano, Stedelijk Museum, Amsterdam, Neue Nationalgalerie, Berlino e Grand Palais, Parigi.

L’esposizione This Will Not End Well, a cura di Fredrik Liew, è la prima a presentare una panoramica completa del lavoro di Goldin come regista, includendo la più ampia selezione mai vista delle sue proiezioni di diapositive, tra cui The Ballad of Sexual Dependency (1981-2022), l’opera magnum di Goldin ; prodotto come omaggio ai suoi amici trans che ha fotografato tra il 1972 e il 2010; Sisters, Saints and Sibyls (2004–22), testimonianza del trauma delle famiglie e del suicidio; Fire Leap (2010–22), un’incursione nel mondo dei bambini; Sirens (2019-20), un viaggio nell’estasi della droga; e Memory Lost (2019-21), un viaggio claustrofobico attraverso l’astinenza dalla droga, tra gli altri lavori. La mostra sarà installata in edifici unici progettati dall’architetto Hala Wardé, ciascuno in risposta al pezzo specifico.

L’esplorazione dell’esperienza umana da parte del suo lavoro è leggendaria e ha influenzato profondamente le generazioni successive. Goldin ha fotografato il mondo della sua cerchia ristretta di amici bohémien con cruda tenerezza. Le sue fotografie ci regalano istantanee di intimità e accoppiamento, di feste quotidiane e selvagge e della lotta tra autonomia e dipendenza. Della generazione le cui esperienze erano definite dalla libertà di vita prima dell’AIDS e da un mondo alternativo al di fuori della società normativa, il lavoro di Goldin rappresenta anche un documento dei tempi. Intorno al 1980 Goldin iniziò a presentare le sue presentazioni in vari club e luoghi pubblici di New York, nonché nei cinema underground e nei festival cinematografici in Europa. Aggiornava e modificava ogni volta la sua presentazione e utilizzava più proiettori, che utilizzava sullo sfondo di una colonna sonora eclettica. La capacità di Goldin di rivisitare queste presentazioni ha da allora costituito il nucleo della sua pratica artistica. Negli ultimi 40 anni Goldin ha prodotto una dozzina di presentazioni diverse, dai ritratti dei suoi amici ai resoconti di eventi familiari traumatici. Nel tempo ha aggiunto nuovi elementi alle sue opere, come immagini in movimento, voci e materiale d’archivio.