Apre a Roma Galleria Sospesa con i luoghi dell’oblio fotografati da Vittorio Campana

Nella vivace cornice di Via Paganica, a soli due passi dalla storica Piazza Mattei, si apre un nuovo capitolo nell’universo artistico di Roma: la Galleria Sospesa. Questo spazio espositivo, inaugurato mercoledì 13 dicembre, promette di essere un’esperienza fuori dall’ordinario, sfidando le convenzioni tradizionali dell’arte contemporanea.

Oblivio, la mostra inaugurale  è una raccolta straordinaria di fotografie di Vittorio Campana, curata da Marta Banci. Le immagini di Campana offrono uno sguardo unico sui luoghi abbandonati, trasmettendo la forza della natura nel reclamare ciò che è stato lasciato indietro dall’urbanizzazione. “Oblivio” cattura l’attenzione degli spettatori, trasportandoli in un viaggio visivo attraverso la lente affilata di Campana.

L’artista, attirato dal dialogo tra architettura moderna e spazio, esplora con determinazione quei luoghi trascurati, sperimentando medium e tecniche di stampa innovative. In questo modo, le fotografie di Campana trasformano luoghi dimenticati in testimonianze di bellezza eterna, evidenziando la fragilità del nostro patrimonio e la caducità delle creazioni umane. Il supporto in plexiglass rende l’esperienza dello spettatore unica e coinvolgente.

«Ciò che la società getta nell’oblio diventa il nostro soggetto. Questi luoghi, ora dimenticati, sono portatori di storie sospese nel tempo, di ricordi sbiaditi e di una bellezza che emerge solo quando l’osservatore è disposto a guardare oltre l’apparenza», afferma Campana.

La scelta della sede nel centro storico di Roma, vicino a Piazza Mattei, conferisce un tocco di magia a questa nuova galleria. La sua concezione come uno spazio “sospeso” virtualmente apre nuove prospettive, sfidando il pubblico a immergersi in un mondo in cui l’architettura umana si arrende alla forza inarrestabile della natura.

Oblivio non è solo una mostra fotografica è invito a riflettere sulla fragilità della memoria e la bellezza intrinseca dei luoghi. Vittorio Campana, attraverso il suo obiettivo, preserva la memoria di questi spazi un attimo prima che siano inghiottiti dall’oblio.