Allo showroom di Fattorini Design va in mostra il Bestiario di Corrado Mancini

Gli echi del primitivismo ma anche le influenze di artisti come Picasso e Capogrossi nelle opere di Mancini in mostra a Roma

È in corso la mostra Bestiario: Io sò così – disegni di Corrado Mancini, a cura di Piero Pala presso lo showroom di Fattorini Design in via Arenula, 55 a Roma, fino al 7 gennaio 2024. Il luogo dell’esposizione è un rinomato spazio di progettazione e vendita di arredamenti d’interni devoto al design italiano. Le opere di Mancini sono istintuali e fanno da contraltare alla razionalità del design di Fattorini che, con la collaborazione di Complus Events, ha creato un connubio tra queste due modi di espressione.

courtesy Complus Events

Mancini, autodidatta che vive ritirato in campagna, lavora con pennarelli a china ed alcool su carta e superfici cartonate riciclate. Il suo mondo quasi esclusivamente in bianco e nero si compone di forme antropomorfe e di animali che si inglobano le une negli altri. Un caos controllato si esplicita con disegni bidimensionali che occupano ogni singolo spazio dell’opera dove le sue invenzioni immaginative prorompono senza aggetti ed inventano un universo di interrelazioni fantasiose. Si nota l’influenza di Picasso nelle fattezze tipiche del cubismo, invenzione del maestro, che vengono però rinvigorite da un linguaggio del tutto personale.

Il primitivismo ispira Mancini, dai graffiti nelle grotte dei nostri lontani antenati all’arte africana, all’arte azteca. Si legge un riferimento a Capogrossi nella sua tipicità segnica che appare spesso interpretata nelle mani dei personaggi dell’artista. Tutti questi riferimenti sono stratificati nella memoria di Corrado e sgorgano spontanei per dar luogo ad incastri immaginifici di figure che si amalgamano restando autorialmente districate in influenze reciproche. Vengono conglobati esseri umani, animali che si innestano in indisturbati agganci a incredibili storie viscerali e sembrano partecipare a rituali magici. Una sorta di esoterismo fluido aleggia nelle sue composizioni. Dal testo critico di Piero Pala: “Salvatosi dalle catene e dalla fama postuma, boccone gourmet per nuovi addetti ai lavori, Corrado dall’ultimo decennio torna con l’ossessione e il sollievo a figurare un immaginario coacervo gremito di bestie inverosimili e umanoidi che si innestano tra di loro quasi compartecipi di un errore dell’universo ma altrettanto pressoché anelanti a uno schema celeste.”

Corrado Mancini nel 1985 forma il gruppo di non-musicisti, Circus Joy, richiamandosi alle avanguardie storiche europee. Si cimenta con il disegno sin da bambino appassionandosi di pittura ed in particolare delle differenti tendenze dell’espressionismo. Vive nella campagna viterbese. L’allestimento della mostra è a cura di Elena Boni. Concludiamo con una frase di Piero Pala: “Scenari stracolmi e scorporate figure, entrambi dall’irrisolvibile destino, nell’economia di un fare che abiura il suo valorizzarsi, qualora avesse il suo statuto estetico all’esterno, e attiene invece al vissuto, al naturale e al desiderabile.”