La commedia umana di Tiziana Fusari in mostra all’Aquila

La Fondazione Giorgio de Marchis e il MAXXI L'Aquila ospitano la grande retrospettiva dedicata a Tiziana Fusari

“Faccio le pulci alla quotidianità, ne cerco gli aculei, le protesi, gli uncini”.

Le parole di Tiziana Fusari prendono corpo nelle più di cento opere esposte presso la Fondazione de Marchis, a L’Aquila, che il 2 dicembre ha inaugurato la mostra La Comédie humaine di Tiziana Fusari, in collaborazione con il MAXXI L’Aquila. Dislocata presso le sale della Fondazione e la Project Room del museo, la mostra rende omaggio all’artista, abruzzese di adozione e autodidatta, a seguito della donazione di Mauro Mattia, curatore della mostra insieme a Barbara Olivieri, dell’intero corpus delle opere di Fusari.

Tiziana Fusari © Mauro Mattia

Libri, scritti e taccuini dell’artista arricchiscono le opere arrivate in Fondazione che compongono la retrospettiva: dal 1976 al 2012, anno della prematura scomparsa dell’artista, Fusari ha composto un universo personale basato sul rapporto tra segno grafico e matericità. La passeggiata in questo universo, che si elabora in mostra, comincia con una serie di fotografie scattate da Mattia che testimoniano il processo creativo ed espositivo di Fusari, ponendo già l’accento sul forte legame dell’artista con le sue opere. Passando per la serie Lampi (1984-1989), iniziale approccio astratto di Fusari all’espressione artistica, si scorgono attraverso la porta verso la prima sala, dei colori forti, delle silhouette leggere di corpi femminili. Sono le opere della serie Vele (1990-2010), che sono esposte secondo le volontà dell’artista: fogli di carta cipolla, dalle dimensioni sartoriali standard, che si piegano su fili tesi orizzontalmente. Prendono vita corpi principalmente femminili, quasi sempre senza volto, che a volte portano con sé oggetti del quotidiano e a volte si estendono in protesi artificiali. Il legame con il materiale è inevitabile: i fogli leggerissimi e fragili rendono incerto l’ambiente, suscettibile ai movimenti degli spettatori che con il loro spostamento, anche minimo, spostano di “vento” le “Vele”. Il procedimento con cui Fusari realizzava le opere è di altrettanta fascinazione: “Il disegno non è mai progettato, o solo in casi rarissimi; giro intorno al foglio che è sporcato con le tracce dei precedenti lavori (poggio sempre i fogli l’uno sull’altro proprio perché restino “collegati”), con le mie pedate, la polvere, le piegature, insomma da ombre. È chiaro dunque che su quel foglio bianco c’è già un universo di possibilità.”

Tiziana Fusari, Quaderni, ©Archivio Tiziana Fusari

Nella pratica scultorea, utilizzata anch’essa dall’artista, perdura questo stretto legame con la materia: nelle sale della Fondazioni vengono anche esposti gli esiti di questa ricerca, dagli Ex Libris (1999-2003) alla scultura della serie Lessico Famigliare (2004-2012) che si sarebbe dovuto comporre di sculture simili utilizzando gli altri cartoncini, presenti in mostra. La centralità del quotidiano, che emerge anche nei titoli delle serie, si sviluppa nei Quaderni (1999-2003) e negli Abbecedari (1999-2006): i riferimenti agli oggetti comuni e all’infanzia vengono però “corrotti” da immagini ambigue, simboli perturbanti che rompono la serenità e giocosità dell’atmosfera elaborata da Fusari. Un coccodrillo viene stretto tra le mani di una donna, una papera prende il posto della testa di un neonato, degli spilli escono dal seno di una piccola scultura. Un oggetto come l’Abbecedario, per definizione riservato all’apprendimento infantile, si struttura con tutt’altro significato, ponendo lo spettatore in una posizione di incertezza.

Questa sensazione perdura nella Project Room del MAXXI L’Aquila che ospita la Comédie humaine, una serie di trentotto cartoncini in teche di legno realizzate tra il 2003 e il 2010, affiancate da un video e dal relativo studio su nastro di carta modello e garza. È come entrare in un paese: i suoi abitanti però sono sospesi da corde, hanno gli occhi chiusi e portano in mano un oggetto del quotidiano. Hanno vestiti preziosamente decorati, e un’espressione serena, quasi sognante. Un paesaggio idilliaco sembrerebbe; ma poi le corde a volte sono sospese all’altezza del collo, alcune figure non hanno i capelli, e un corpo di donna incinta spogliato dalle sue vesti mantiene soltanto un velo sul capo. È l’ambiguità del quotidiano, la stessa incertezza che i corpi nelle “Vele” portano con sé.

Tiziana Fusari © Mauro Mattia

Le “anime sospese” di Fusari, completano un quadro, che avrebbe ancora moltissimo da raccontare, fatto di simboli e materia. Visitabile fino al 7 gennaio 2024, la mostra adempie agli scopi di Giorgio de Marchis di preservare e incrementare il patrimonio bibliografico-documentale, e permette di immergersi, o forse di “sospendersi”, in un mondo prezioso e allo stesso tempo fragile.

La Comédie humaine di Tiziana Fusari
a cura di Mauro Mattia e Barbara Olivieri,
2 dicembre 2023 – 7 gennaio 2024
Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre – Corso Vittorio Emanuele II, 23, L’Aquila
Project Room, MAXXI L’Aquila – Piazza Santa Maria Paganica, 15, L’Aquila
Info: https://fondazionedemarchis.it/https://maxxilaquila.art/