Un museo virtuale dedicato all’Olocausto sbarca su Fortnite

Contro la recrudescenza del neonazismo nasce un museo virtuale dedicato all’Olocausto approvato dalla Epic Games

«L’ispirazione per un museo dell’Olocausto in un videogioco è venuta sia dalle qualità narrative intrinseche del mezzo, sia da una significativa preoccupazione per la recrudescenza del neonazismo negli Stati Uniti, insieme all’urgente necessità di reagire al recente aumento dell’odio e dell’antisemitismo parlando al più ampio numero di persone possibile», ha dichiarato Luc Bernard, game designer, ha concepito Voices of the Forgotten, un museo virtuale dedicato all’Olocausto approvato dalla Epic Games proprietaria di Fortnite.

Fortnite è un videogioco che conta oltre 400 milioni di giocatori in tutto il mondo e che negli ultimi anni è diventato quasi una piattaforma per eventi in cui si sono tenuti concerti spesso surreali e spettacolari, situati in universi paralleli e spiazzanti. Grazie al gioco, l’apprendimento avviene attraverso un modo diverso di affrontare temi complessi che le nuove generazioni spesso percepiscono lontani dal loro mondo, come ad esempio quelli storici.

Bernard è stato attaccato quando il suo progetto museale è stato reso pubblico per la prima volta: le «emote» (danze o altre azioni che i giocatori possono eseguire) e la chat vocale sono state disabilitate nello spazio del museo virtuale e, sebbene alcuni giocatori abbiano cercato di bloccare la vista delle mostre stando in piedi di fronte a esse con i propri avatar, la risposta è stata ampiamente positiva. «È emozionante vedere dove ci porterà tutto questo, che non sostituisce i musei veri e propri ma permette semplicemente a chiunque nel mondo di accedervi e di avere la stessa consapevolezza», conclude Bernard.

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