Frieze 2023, molte le novità di Regent’s Park

Tornano dall’11 al 15 ottobre Frieze Masters, alla sua undicesima edizione, e Frieze London, che celebra il ventennale della fiera londinese con l’introduzione di nuove iniziative

Negli spazi di Regent’s Park tornano Frieze London e Frieze Masters, appuntamenti ormai storici nello scenario del mercato dell’arte contemporaneo e anticipati come di consueto dalla Frieze Sculpture, tenutasi a fine settembre. Frieze Masters, che quest’anno conta la sua undicesima edizione, e Frieze London proporranno dall’11 al 15 ottobre un programma ricco di novità. Un’edizione importante, che celebra il ventennale della fiera raccogliendo più di 160 gallerie provenienti da tutto il mondo, secondo un approccio glocal.

Frieze London nasce nel 2003 in un contesto molto diverso da quello odierno, con l’idea di espansione territoriale per le fiere d’arte ancora agli albori. Ai tempi della sua istituzione, Frieze London «era per un piccolo gruppo di persone, ma doveva essere il migliore nel suo genere, qualcosa di più di una piattaforma di trading, […] non avevamo in mente che sarebbe diventato un fenomeno di culto», ha dichiarato Amanda Sharp, una dei fondatori della fiera. Frieze London ha attraversato l’ampliamento e il passaggio a una dimensione più internazionale del mercato dell’arte, e lo celebra nel suo ventennale riunendo a Regent’s Park le esposizioni di 167 gallerie provenienti da più di 40 paesi, ma ben 59 dalla Gran Bretagna.

Tra le novità di Frieze London 2023, diretta da Eva Langret, emerge Artist-To-Artist, un nuovo spazio volto alla collaborazione tra artisti di fama internazionale, invitati a proporre un progetto personale nell’ambito della fiera. I grandi nomi, tra cui Simone Leight e Olafur Eliasson, che assumono stavolta il ruolo di curatori, propongono al pubblico di Frieze London giovani artisti emergenti, da Mark Barker a Vanessa Raw. Tornano anche quest’anno il Frieze Artist Award, il Camden Art Centre Emerging Artist Prize at Frieze, il Frieze Tate Fund – supportato da Endeavor – e il Contemporary Art Society’s Collections Fund, a cui si aggiungono anche l’Art Fund Curators Programme, che fa interagire curatori all’inizio della loro carriera e provenienti da contesti diversi, e i Frieze Masters Talks.

Accanto a Frieze London conta la sua undicesima edizione Frieze Masters, che con la direzione di Nathan Clements-Gillespie raccoglie 130 gallerie in un percorso dedicato all’antico. Se Frieze London si proietta sull’arte contemporanea, Frieze Masters offre una gamma di opere più stratificata, coprendo sei millenni di storia e arrivando al Novecento. Tra le novità dell’undicesima edizione, la sezione tematica Modern Women, che con la direzione di Camille Morineau espone le mostre personali di artiste donne. Tra loro emergono gli scatti di Lisetta Carmi, presentati dalla Galleria Martini & Ronchetti di Genova e da Ciaccia Levi di Milano e Parigi, ma anche Maria Lai, proposta da M77. Un’altra iniziativa per l’edizione corrente di Frieze Masters è Studio, curata da Sheena Wagstaff e che mette a fuoco il luogo di creazione dell’artista.

Oltre alle nuove iniziative, la fiera persegue anche quest’anno il proposito di ripercorrere i grandi maestri del passato. O meglio, come ha dichiarato il direttore di Frieze Masters Nathan Clements-Gillespie, «Frieze Masters riguarda l’arte storica in un contesto contemporaneo. […] Sheena [Wagstaff] ha lavorato fianco a fianco con ciascuno degli artisti per capire come l’arte del passato informi il presente».

info: frieze.com

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