Artissima compie 30 anni e prende in prestito dall’antropologo Renzo Taddei il tema per l’edizione 2023

Torna a novembre la fiera e offre uno spunto sul pensiero indigeno ispirandosi al saggio dell'antropologo brasiliano. Ecco i numeri del 2023

Per i suoi 30 anni Artissima prepara le celebrazioni e annuncia le gallerie partecipanti alla seconda
edizione diretta da Luigi Fassi e intitolata Relations of Care.
3, 4 e 5 novembre sono i giorni di apertura al pubblico con preview il 2 novembre per gli addetti ai lavori. Main Section, New Entries, Monologue/Dialogue e Art Spaces & Editions – e le tre sezioni curate – Disegni, Present Future e Back to the Future – ospiteranno, come sempre all’Oval Lingotto, 181 gallerie italiane e internazionali, di cui 68 progetti monografici e curati per meglio presentare al pubblico il lavoro dei propri artisti.

Relations of Care
Dopo Transformative Experience, il tema dell’edizione 2022 preso in prestito dalla filosofa L. A. Paul, con Relations of Care Artissima si ispira quest’anno a un recente saggio dell’antropologo brasiliano Renzo Taddei sul pensiero indigeno, il concetto individua e propone la cura come premessa e fine ultimo dell’avanzamento del sapere che dev’essere, innanzitutto, mirato a preservare la diversità e il valore di ogni forma di vita del mondo che abitiamo.

La cura attraverso l’arte nutre l’immaginazione individuale e sociale e diventa una matrice di tutte
le relazioni che formano il tessuto delle nostre vite. Sono proprio tali relazioni di cura che
Artissima è stata capace di generare – nei suoi 30 anni di esperienza – tra galleristi, artisti, collezionisti, professionisti e appassionati, aggregando storie, scrivendo nuove narrazioni e proponendo inedite chiavi di lettura del presente e del futuro per creare una vera comunità che ruota attorno all’arte. «Seguendo l’ispirazione delle parole di Renzo Taddei – ha affermato Luigi Fassi, Direttore di Artissima – secondo le quali dobbiamo nutrire la crescita del nostro immaginario per creare nuove forme di comprensione della realtà Artissima presenta quest’anno un’esperienza di rivelazione attraverso le opere degli artisti, mediata dall’imprescindibile lavoro delle gallerie, tutti di altissimo livello e provenienti da Europa, Americhe, Africa e Asia».

I COMITATI
Il comitato di selezione delle gallerie partecipanti in Main Section, New Entries, Monologue/Dialogue e Art Spaces & Editions vede il team di galleristi internazionali, composto da Paola Capata, galleria Monitor di Roma, Lisbona e Pereto, Raffaella Cortese, galleria Raffaella Cortese di Milano, Philippe Charpentier, galleria mor charpentier di Parigi e Bogotá, Nikolaus Oberhuber, galleria KOW di Berlino, e Antoine Levi, galleria Ciaccia Levi di Parigi e Milano, arricchirsi di due nuovi membri: Elsa Ravazzolo Botner, galleria A Gentil Carioca di Rio de Janeiro e San Paolo, e Guido Costa, galleria Guido Costa Projects di Torino. Per il secondo anno consecutivo, la presenza dei Curatorial Advisors sottolinea l’elemento di valorizzazione dell’identità innovatrice e pionieristica della fiera nelle figure di Krist Gruijthuijsen, direttore del KW Institute for Contemporary Art di Berlino, e Jacopo Crivelli Visconti, curatore indipendente di San Paolo (Brasile), che insieme al comitato di selezione e al team di curatori contribuiranno a delineare e raccontare un’edizione che rimarchi il carattere sperimentale e di ricerca delle più interessanti realtà d’arte contemporanea presenti sulla scena internazionale.
Jacopo Crivelli Visconti è inoltre il nuovo curatore della rassegna di opere video che Artissima
organizza, per il secondo anno, in dialogo con il suo Main Partner Intesa Sanpaolo presso le
Gallerie d’Italia – Torino. Il progetto presenta opere video di artisti rappresentati dalle gallerie
partecipanti ad Artissima nella sala immersiva del museo in Piazza San Carlo.


LE GALLERIE
Le gallerie di Artissima 2023 provengono da 33 Paesi e 4 continenti: Austria, Brasile, Canada,
Cina, Colombia, Corea del Sud, Cuba, Emirati Arabi, Francia, Germania, Grecia, Hong Kong,
Israele, Italia, Lituania, Messico, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Regno Unito,
Romania, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Sud Africa, Svizzera, Thailandia, Tunisia, Turchia, Ungheria,
Uruguay e Zimbabwe.

Espongono per la prima volta in fiera 39 gallerie. Tra queste Good Weather (North Little Rock,
Little Rock, Chicago), Cristina Guerra (Lisbon), Meyer*Kainer (Vienna), Raster (Warsaw), The
Sunday Painter (London), Unit 17 (Vancouver). Dal contesto globale si annovera la partecipazione di alcune gallerie africane, tra cui First Floor Gallery Harare (Harare, Victoria Falls), Whatiftheworld (Cape Town), nella sezione New Entries, Reservoir (Cape Town), e sudamericane tra cui Marilia Razuk (Sao Paulo) e A Gentil Carioca (Rio de Janeiro, Sao Paulo). Per la prima volta espone una galleria proveniente dalla Thailandia, Tang Contemporary Art (Bangkok, varie sedi).
Nella sezione New Entries, dedicata alle gallerie emergenti aperte da meno di cinque anni,
partecipano, tra le altre, Barbati (Venezia), Efremidis (Berlin, Seoul), Eugenia Delfini (Roma), Hoa
(Sao Paulo), Mou Projects (Hong Kong) e Fabian Lang (Zurich).


LE SEZIONI CURATE
Le sezioni curate vedono riconfermati Irina Zucca Alessandrelli (curatrice, Collezione Ramo –
Milano) per la sezione Disegni e Maurin Dietrich (direttrice, Kunstverein München – Monaco) e
Saim Demircan (curatore indipendente e scrittore, Torino) per la sezione Present Future.
Il team curatoriale di Back to the Future è composto per il primo anno da Defne Ayas (curatrice
freelance, Berlino) e Francesco Manacorda (curatore freelance, Londra).
Disegni presenta progetti concepiti come mostre personali che valorizzano l’autenticità e
l’autonomia dell’opera su carta. La sezione, l’unica nelle fiere italiane dedicata a questo mezzo,
promuove l’unicità del disegno e la sua innata immediatezza con lo scopo di far conoscere la
potenza e la ricchezza espressiva di un medium ancora poco conosciuto e valorizzato.
Present Future è dedicata ai talenti emergenti e ospita progetti monografici con l’obiettivo di mettere
in risalto le nuove tendenze che stanno caratterizzando il panorama artistico internazionale.
Back to the Future propone progetti monografici di pionieri dell’arte contemporanea, il cui lavoro ha
avuto un ruolo chiave nella storia dell’arte. La sezione accoglie opere realizzate dal 1950 al 1979,
prediligendo aree geografiche in cui le artiste sono state meno visibili per via delle loro identità di
genere, culturali e politiche.