La materia sospesa di Marialuna Storti negli spazi di OV Energy a Roma

Ruggine e carta nei lavori materici dell'artista che si interroga sul concetto di forma nelle sue opere esposte nello spazio romano

Dal 16 giugno fino a settembre apre la mostra Eidos – materia sospesa di Marialuna Storti, negli spazi di OV Energy.

L’artista ha selezionato e disposto le sue opere in modo da creare un percorso di aderenza spaziale, concependo ed elaborando da zero alcune installazioni site-specific. Il filo rosso, la costante compositiva dell’esposizione, è da identificare con la ruggine. Questo composto viene integrato nei lavori di Marialuna da un punto di vista pittorico ma soprattutto scultoreo. Infatti, l’ossidazione del ferro si verifica nel momento in cui la carta, come un materiale amorfo, viene manipolata e plasmata in forma plastica. Si possono notare quindi più livelli artistici, l’aspetto pittorico, quello incisorio dato dalla traccia-impronta, la lavorazione fisica della materia.

L’artista segue vari passaggi per preparare la carta. La prima fase è il macero, una volta frullato questo composto diventa polpa, pronta per essere lavorata con svariate tecniche. Dalla carta ri-generata vengono realizzati i fogli, battuti direttamente su una lastra di ferro. Questa matrice viene precedentemente lavorata con agenti naturali così da permettere all’ossidazione di compiersi e all’artista di giocare con gli effetti pittorici risultanti dal processo.

Dopo che la carta riciclata è stata macerata, viene trattata a seconda della volontà e del fine creativo: si variano il colore e la colla, si sceglie la lavorazione a freddo o a caldo. I fogli vengono poi selezionati, disposti a comporre un’installazione singola o un lavoro corale stratificato.

Il fulcro dell’esposizione è un’opera dalle grandi dimensioni, divisa in due porzioni. La stessa cornice è spaccata per enfatizzare l’idea di frattura.

«Mi sono interrogata – spiega l’artista – sul concetto della forma. La forma non ha bisogno di regole, segue il tempo e lo spazio. Mi sono ispirata a Focillon – Vita delle forme. La ruggine e l’ossidazione sono un pretesto per arrivare a esprimere un obiettivo che sia altro».

L’approccio concettuale è legato all’indagine della materia che mira a dare una vita contemporanea a un linguaggio e a una pratica artigianale molto antica. Il margine di imprevedibilità e casualità è ciò che Marialuna Storti persegue giocando tra l’esercizio di controllo formale e ciò che, nell’arco della creazione, non può essere rigidamente premeditato. Sono quindi l’iter processuale e l’iper-sensibilità del materiale a regalare sorprendenti risultati.

Eidos – materia sospesa
Personale di Marialuna Storti
16 giugno – settembre 2023
Via G. P. Pannini 3, Roma

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