Design for Fun: la storia del più ironico design italiano a Shanghai

Con una selezione di oltre 200 pezzi, da oltre 80 tra i più grandi creativi italiani, la mostra è una galleria di pezzi iconici

Il più importante museo di Shangai è stato inaugurato nel 2019 su progetto di Jean Nouvel, oggi il Museum of Art Pudong di Shanghai (MAP) ospita fino al 5 febbraio la mostra Design For Fun, primo capitolo di una quadrilogia tutta dedicata al design italiano, con la curatela per la parte italiana di Enrico Morteo e Maria Vittoria Capitanucci e per la parte cinese da Ling Min, con il supporto del Consolato Generale d’Italia e dell’Istituto italiano di Cultura a Shanghai e organizzato da MondoMostre.

De Rossi, Gufram, Pratone

Oltre 200 pezzi disegnati da ottanta tra i creativi che hanno fatto la storia del design
italiano, aprono nel percorso espositivo una riflessione sul modo gioioso e proattivo con cui la creatività italiana ha sfidato le convenzioni e le norme vigenti nel mondo del design, dissolvendo gli stereotipi e creando prodotti completamente nuovi in grado di soddisfare nuove necessità e mutati bisogni. Già a partire dagli anni Cinquanta, il design italiano si è avvicinato infatti alle esigenze dell’industria, ai temi del grande numero, alle sfide della tecnologia, alle nuove dimensioni del consumo, adottando anche le strategie del gioco. Per creare oggetti utili, per dare risposte o risolvere problemi concreti, ma anche per interrogare il mondo, per capirne le regole ed esplorarne i limiti.

Barnaba Fornasetti

Divisa in 13 sezioni, Design for Fun offre uno sguardo sul design italiano moderno, indagando le
pulsioni verso un design più impulsivo e meno strutturato, analizzando l’uso stravagante dei materiali,
e le combinazioni di colori e le scelte di illuminazione della creatività italiana. Ecco allora oggetti esagerati, troppo grandi o troppo piccoli, oggetti ironici o oggetti onirici, oggetti
antropomorfi o troppo colorati, troppo grossi o sottili come un filo.

Gaetano Pesce, Up 5/6


Anche nell’allestimento – immaginato a Shanghai da Aldo Cibic, uno dei protagonisti del design italiano, con la collaborazione di Joseph De Jardin – la mostra ripropone lo stesso sguardo ironico, spiazzante e divertente dell’avventura del progetto italiano, iniziando ad affrontare la
complessità del fenomeno del design, partendo da questo primo capitolo a cui seguiranno altri tre appuntamenti, nei prossimi tre anni: Rebel Design, Design for Future e Design for Elegance.
Esposizioni corali, che raccontino al grande pubblico cinese la visionarietà dei creativi italiani. Un’esperienza di colori e forme del design che diventa una galleria di pezzi iconici: Ettore Sottsass, Alessandro Mendini, Antonio Citterio, Barnaba Fornasetti, Carlo e Tobia Scarpa, Aldo Cibic, Cleto Munari, Enzo Mari, Gae Aulenti, Piero Castiglioni, Gaetano Pesce, Joe Colombo, Vico Magistretti, Michele De Lucchi, ma anche di designer internazionali che hanno partecipato all’avventura produttiva del sistema italiano come Philippe Starck o Nathalie Du Pasquier.

Ettore Sottsass, Valentine, Olivetti

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