Il Cactus di Gufram firmato A$AP Rocky per la design week di Miami

L’artista statunitense ha rivisitato per l’occasione l’iconico Cactus nato nel 1972 dalle menti di Guido Drocco e Franco Mello

Nel mezzo di un paesaggio utopico, sotto un cielo azzurro con nuvole e funghi giganteschi alle pareti, si staglia lo Shroom Cactus firmato A$AP Rocky nello spazio Gufram, per la settimana di Design Miami, dove i visitatori camminano su un tappeto erboso che ricopre il terreno, dove sono sparsi decine di fiori in ceramica. La settimana del design a Miami Beach, curata da Maria Cristina Didero continua con le incursioni tra cultura pop e design contemporaneo e presenta la collaborazione tra lo storico marchio italiano Gufram e il rapper A$AP Rocky con il suo studio di design HOMMEMADE.

«Gufram è noto per essere giocosamente innovativo, pur non perdendo il suo fascino di lusso. Dalle innovazioni di metà del secolo, alle collaborazioni contemporanee, si sono affermati come un marchio unico e quindi un perfetto collaboratore. Questa è la prima partnership del mio studio di arredamento HOMMEMADE e poiché ho sempre amato i funghi, era giusto che li utilizzassimo per creare un Cactus», ha commentato ironicamente A$AP Rocky. L’iconico Cactus, nato nel 1972 dalle menti di Guido Drocco e Franco Mello, oggetto di design e vera e propria icona della Pop Art, è stato reinterpretato e prodotto negli anni da molti artisti – da Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari allo stilista Paul Smith – in varie colorazioni e varianti. Per quanto riguarda quella firmata da Flacko, si tratta di un’edizione limitata a nove esemplari, colorata attraverso una tonalità di verde simile alla versione Another Green e caratterizzata dalla presenza di numerosi funghi dipinti a mano che crescono sul suo tronco. 

Al momento della sua concezione e realizzazione, all’inizio degli anni Settanta, Cactus si poneva – assieme al Pratone di Ceretti, Derossi, Rosso e ai Sassi di Piero Gilardi – come emblema di quella tendenza che mirava a riportare dentro lo spazio artificiale dell’abitare quella naturalità che l’architettura inevitabilmente allontanava da sé. Non solo: era uno degli esiti più esemplari di quelle tensioni artistico-progettuali e di quei fermenti radicali che mettevano in discussione i canoni collaudati del razionalismo modernista e facevano del design la testa d’ariete di un attacco deciso all’auraticità e all’unicità dell’opera d’arte, rivendicando un valore estetico anche per gli artefatti seriali della produzione industriale. Feticcio naturalista realizzato in poliuretano, Cactus nasceva in quel contesto e si offriva immediatamente come oggetto ironico, irriverente, difficile da usare, sufficientemente ludico e sostanzialmente inutile e, anzi, rinegoziava l’idea stessa di utilità svincolandola dalla funzionalità performativa e spostandola piuttosto sulla capacità di ingaggio emotivo e comunicazionale.

Charley Vezza, Global Creative Orchestrator di Gufram ha dichiarato: «Lavorare con un artista multidisciplinare come Rocky è stato incredibilmente stimolante per me. Lui conosce molto bene il marchio Gufram e lo apprezza, ma soprattutto è un grande collezionista dei nostri pezzi. Ciò ha reso la nostra collaborazione genuina e incredibilmente facile da realizzare».

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