Da BASE Milano, la settima edizione di PhotoVogue Festival

Il Festival riflette sul ruolo della fotografia e come oggi le immagini influenzano il nostro modo di percepire la realtà

Dal 17 al 20 novembre torna a BASE Milano il PhotoVogue Festival, a cura di Alessia Glaviano e Francesca Marani. Alla sua settima edizione, il Festival prova a rispondere alla domanda: “Cosa direbbe Susan Sontag?”, a proposito dell’effetto anestetizzante prodotto dall’esposizione ripetuta al contenuto delle immagini.
«Con questa edizione del Festival, intendiamo avviare un dibattito su quello che chiameremo la “Contraddizione della sovraesposizione”. Vorremmo dare vita a una discussione su come l’ubiquità delle immagini plasmi la nostra capacità di percepire a livello emozionale, leggere e comprendere queste ultime e il mondo che ci circonda», spiega Alessia Glaviano, Head of Global PhotoVogue e Direttrice di PhotoVogue Festival.

Considerato il primo Festival di fotografia di moda consapevole, l’evento si concentra sugli elementi in comune a etica ed estetica. A inaugurare questa edizione sarà la lectio magistralis di Alfredo Jaar, dal titolo Teach Us to Outgrow our Madness, in programma mercoledì 16 novembre alle 18.30. Artista da sempre impegnato a condannare, attraverso il suo lavoro, l’ingiustizia e le atrocità, la manipolazione delle notizie da parte di alcuni media e la presunta verità oggettiva della fotografia, è stato proprio Jaar a ispirare ad Alessia Glaviano il tema di questa edizione.

Alfredo Jaar, LAMENT OF THE IMAGES, 2002, courtesy of the artist and Lia Rumma Gallery Milan/Naples

Tra i relatori, i protagonisti delle sei mostre in esposizione: Roe Ethridge, Yelena Yemchuk, Fred Ritchin e Susie Linfield, Emanuele Coccia, David Rieff e l’ European Editorial Director di Vogue, Edward Enninful.

LE MOSTRE IN PROGRAMMA

Regarding the Pain of others 
La mostra presenta le immagini e i filmati più iconici di eventi catastrofici della nostra storia recente, senza esporli visivamente, ma presentandoli attraverso la loro descrizione scritta. I visitatori, quindi, sono invitati a pensare e a visualizzare mentalmente le fotografie e i video. Una sfida per diventare spettatori attivi e responsabili, invece che voyeur passivi e distratti, per mettere in discussione la nostra responsabilità di consumatori di immagini.

Visual Literacy: A Critical Library
Nella vita di tutti i giorni consumiamo senza sosta un numero smisurato di fotografie: per questo motivo, ora più che mai è importante chiedersi come le immagini riflettano, esprimano e influenzino la cultura visiva. Saper leggere, comprendere e interpretare la fotografia è fondamentale nella società di oggi, profondamente orientata verso la comunicazione visiva. Visual Literacy: A Critical Library è anche una selezione di libri, curata da Rica Cerbarano, che comprende opere che hanno segnato la storia della critica fotografica e pubblicazioni contemporanee che analizzano il ruolo attuale delle immagini. L’intento alla base è fornire una bibliografia completa per avvicinarsi al linguaggio fotografico con consapevolezza e senso critico.

Sypario and His best friends © Carmine Romano

Face Forward: Redefining the Vogue Cover 
La mostra presenta alcune delle copertine più potenti di tutte le edizioni internazionali di Vogue. Un esempio di come l’effetto “normalizzante” causato dall’esposizione ripetuta al contenuto delle immagini possa essere utilizzato anche per promuovere un mondo più inclusivo, sottolineando il ruolo cardine della rivista.

The next great fashion image makers 
L’esposizione è il risultato della prima Global Multimedia Open Call, promossa da tutte le edizioni di Vogue nel mondo per individuare i creatori di immagini di moda più talentuosi, la cui visione si spinge oltre i confini del panorama attuale, e per dare loro l’opportunità di lavorare nel Condé Nast Global Network. Una nuova generazione di creatori di immagini di moda socialmente consapevoli: artisti propulsori del cambiamento, il cui lavoro dialoga con generi diversi, dal documentario all’arte.

PhotoVogue Fashion 100
L’installazione video presenta uno slideshow del lavoro dei 100 fashion visual maker più interessanti provenienti da 40 paesi diversi, selezionati tra i partecipanti alla Global Open Call The Next Great Fashion Image Makers.

Italian Panorama
La mostra presenta 25 artisti provenienti dalla prima Local Open Call di PhotoVogue e selezionati da una giuria composta dal team di Condé Nast in Italia e da esperti dell’ampia comunità visual italiana, provenienti da contesti diversi, al fine di garantire una prospettiva onnicomprensiva e sfaccettata. La mostra riflette il ricco multiculturalismo italiano, troppo spesso trascurato e sottovalutato.

“Italian Approximations” – Lorena © Andrea Baioni

Visual Communication for change: usare la creatività per affrontare le malattie tropicali neglette in Africa
In linea con la missione di mettere in contatto culture diverse e dare risonanza a una gamma variegata di vociI, PhotoVogue collabora con la famosa fotografa etiope e imprenditrice culturale Aïda Muluneh, fondatrice dell’Addis Foto Fest (AFF) e dell’Africa Foto Fair, presentandone la collezione The Crimson Echo. Il progetto presenta opere di Ala Kheir, John Kapalo, Meseret Argaw, Mustafa Saeed, Sarah Wasiwa, Omoregie Osakpolor. Utilizzando la creatività per sostenere il cambiamento sociale in Africa attraverso la fotografia d’autore e il fotogiornalismo, la mostra offre una prospettiva approfondita e diversa dalle immagini tipiche associate alle malattie in Africa.

Insieme alle mostre, il Festival si arricchisce anche di un fitto programma di talk, tutti trasmessi sulla piattaforma di PhotoVogue.  

Photovogue Festival 2022. Che cosa direbbe Susan Sontag?
17-20 novembre
BASE Milano – via Bergognone, 34, Milano
info: photovoguefestival.vogue.it

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