Gian Maria Tosatti e la vita che splende nel sottosuolo

L'opera di Tosatti rivive in una cisterna sotterranea: nel cuore di Castel Sant'Elmo si nasconde un grande campo di grano

In una cisterna ipogea di tufo, nel cuore di Castel Sant’Elmo a Napoli, si nasconde un grande campo di grano, di circa mille metri, e quindi la vita che, come spesso accade, bisogna scovarla e ti costringe a prendere atto che ciò che vive lo fa anche in condizioni decisamente poco favorevoli.
“My dreams, they’ll never surrender”. Nonostante nasconda in sé la minaccia della non sopravvivenza, il titolo dell’opera è un messaggio di vita, “quasi spirituale”, come afferma il professor Stefano Chiodi, seppur tenendo conto che l’artista Gian Maria Tosatti non si occupa di religione. Senz’altro un messaggio molto profondo che ci invita a riafferrare la vita scendendo negli abissi di noi stessi, ma anche molto politico dato che l’opera è nelle mani dello Stato e quindi di tutti noi.

Durante il vernissage di sabato 29 ottobre, Gian Maria Tosatti ha ribadito l’idea di Stato fatta di tutti i cittadini e quella di democrazia come allenamento: bisogna, infatti, allenarsi costantemente per mantenere alti i livelli di democrazia e se lo facciamo, il campo di grano sarà sempre lì, curato e illuminato dal suo sole seppur di piombo ma se non lo facciamo, venendo meno al nostro essere organi essenziali di un grande apparato vivente, verrà meno anche la sua vita.
L’artista è consapevole che la sua opera potrebbe essere distrutta ma resta comunque un monito per continuare ad avere la giusta sensibilità che permetta ad essa di vivere. L’opera è una sfida di vita, politica ma anche strutturale. Tosatti è noto al grande pubblico per avere la capacità di gestire grandissimi spazi, come abbiamo potuto notare dal Padiglione Italia della Biennale di quest’anno di cui è l’unico artista. Spazi museali impervi che manderebbero in crisi molti artisti ma che invece sono gestiti da Tosatti con fatica sì, ma con grande naturalezza.

L’opera tra l’altro ha già una sua storia che inizia nel 2014, anno in cui fu creata e vinse il premio di Castel Sant’Elmo per i giovani artisti. Oggi, nel 2022, possiamo ammirarne anche il restauro voluto dalle istituzioni napoletane e attuato anche grazie alle forze di giovani restauratori e restauratrici dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, il tutto sotto la cura di Marta Ragozzino.
Il restauro rappresenta l’impegno di cui Tosatti parlava e al quale in molti hanno partecipato perché l’opera fosse mantenuta in vita. L’artista stesso ci parla anche di quanto sia importante il lavoro lucido della critica che deve aiutare proprio a far comprendere quanto quest’arte sia il presente, il riflesso del tempo che viviamo e del futuro che stiamo costruendo. Quel futuro che gli occhi fatti di mille stanze di Gian Maria Tosatti hanno avuto la capacità di intravedere già molti anni fa e forse da sempre. Bisogna tenersi stretti i grandi artisti e la loro grande capacità di visione e coraggio perché sono una delle poche speranze di vita in un mondo che corre sempre più velocemente verso tutto ciò che tende a distruggerlo. L’opera è dedicata a personaggi come Nelson Mandela, Luisa Sanfelice, Antonio Gramsci i quali sono riusciti a sopravvivere e a far sopravvivere le loro idee di vita nonostante l’impossibilità del quotidiano. Gian Maria Tosatti è l’artista che rende possibile l’impossibile.

My dreams, they’ll never surrender
Cisterna ipogea, Castel Sant’Elmo – via Tito Angelini, 22, Napoli
info:www.beniculturali.it

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