MAXXI e Triennale Milano insieme per un’iniziativa di protesta contro le violenze in Iran

Nei musei di Roma e Milano è possibile lasciare una ciocca di capelli per appoggiare il gesto coraggiosamente compiuto dalle donne iraniane

Il MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo e Triennale Milano lanciano un’iniziativa di pacifica protesta contro gli omicidi e le violenze che stanno avvenendo in Iran. Negli orari di apertura dei musei di Roma e Milano sarà infatti possibile lasciare una ciocca dei propri capelli, legata con un filo di corda, in un apposito contenitore nella lobby, presso l’Info Point. Le ciocche raccolte verranno poi consegnate all’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran e al Consolato Generale della Repubblica Islamica dell’Iran in segno di protesta.

Stefano Boeri, Presidente di Triennale Milano, ha dichiarato: «Riprendendo una richiesta di alcuni membri della comunità iraniana milanese, Triennale Milano lancia un’iniziativa di pacifica protesta contro gli omicidi e le inaccettabili violenze che stanno colpendo le giovani donne e i giovani uomini che in Iran chiedono di ripristinare un grado minimo di libertà e di civiltà. Triennale invita a lasciare nell’atrio di ingresso del Palazzo dell’Arte, entro un apposito contenitore, una piccola ciocca dei propri capelli, legata con un filo di corda. Un atto che si ispira a quello coraggiosamente compiuto dalle donne iraniane nelle piazze delle principali città».

«Ci uniamo a Triennale Milano – ha affermato Giovanna Melandri, Presidente Fondazione MAXXI – in questa manifestazione pacifica di protesta contro gli omicidi e le inaccettabili violenze che stanno colpendo le giovani donne e i giovani uomini in Iran. Le manifestazioni di dissenso contro le regole liberticide della Repubblica Islamica stanno crescendo ancora e il coraggio di tante donne iraniane è commovente e generoso. Non possiamo rimanere indifferenti. La protesta delle donne iraniane è anche la nostra. Il MAXXI vi chiede di lasciare una ciocca di capelli che invieremo in segno di protesta all’Ambasciata di Teheran. Un piccolo gesto altamente simbolico, nel nome di Mahsa Amini e Hadis Najafi, al fianco di tutte le donne la cui libertà viene calpestata in Iran. Mi rivolgo a tutto il nostro pubblico. Facciamo sentire lo sdegno e l’orrore per le giovani martiri e le decine di vittime di questi giorni, la nostra solidarietà alla straordinaria lotta in corso per la difesa dei diritti umani inalienabil».

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