La più grande opera d’arte del pianeta apre al pubblico. Si tratta di City, l’ultima fatica di Michael Heizer

Il maestro della Land Art statunitense presenta al mondo City, il complesso scultoreo iniziato a costruire nel deserto del Nevada nel 1970

City, un vasto complesso di strutture all’aria aperta che l’artista Michael Heizer ha iniziato a costruire nel deserto del Nevada nel 1970, inizierà finalmente ad accogliere i visitatori il mese prossimo. L’apertura del sito, prevista infatti per il 2 settembre, a più di 50 anni dall’inizio dei lavori, segna il compimento del progetto più ambizioso e determinante per la carriera di Heizer, artista statunitense, specializzato in sculture di grandi dimensioni e lavori di Land Art.

City è stata descritta come la più grande opera d’arte contemporanea del pianeta, che si estende per oltre un miglio e mezzo di lunghezza e mezzo di larghezza, evocando la scala di antichi siti come i tumuli dei nativi americani, le metropoli mesoamericane e i complessi devozionali egizi. Si trova nel remoto Basin and Range National Monument nel Nevada centro-orientale, nelle terre ancestrali dei Nuwu (Paiute meridionali) e dei Newe (Shoshoni occidentali), a circa 160 miglia a nord di Las Vegas. Per il primo anno di accessibilità al pubblico sarà ammesso solo un numero limitato di visitatori, con registrazione anticipata obbligatoria.

Inizialmente finanziata dallo stesso Heizer, la costruzione di City ha poi ricevuto il sostegno di molti influenti collezionisti, istituzioni e mercanti attraverso la costituzione nel 1998 della Triple Aught Foundation, che gestirà e conserverà il sito per gli anni a venire. Il consiglio di amministrazione della fondazione, di cui fanno parte lo stesso Heizer, il direttore e amministratore delegato del Los Angeles County Museum of Art Michael Govan, il direttore del Museum of Modern Art Glenn D. Lowry, la collezionista e cofondatrice di Glenstone Emily Wei Rales e la direttrice senior di Gagosian Kara Vander Weg, ha istituito un fondo di dotazione per City con quasi 30 milioni di dollari di finanziamento iniziale.

Il percorso di costruzione della città non è stato semplice e ha comportato il modellamento di enormi cumuli di terra, lo spostamento di rocce e la costruzione di enormi strutture in cemento. A volte questo processo è stato ulteriormente complicato da fattori esterni. Nel 2017, quando l’amministrazione Trump si è mossa per aprire all’estrazione terreni precedentemente protetti, alcuni temevano che il progetto di Heizer sarebbe stato tra i siti messi in pericolo.

Forse in risposta a queste minacce, Heizer immagina City come un progetto che durerà ben oltre la durata di vita anche dell’arte contemporanea più preziosa e resistente. «Il mio buon amico Richard Serra sta costruendo con acciaio di tipo militare – The Art Newspaper riporta le parole di Heizer in un’intervista sul New Yorker del 2016 – Quella roba verrà tutta fusa. Perché lo penso? Gli Inca, gli Olmechi, gli Aztechi: le loro migliori opere d’arte sono state tutte saccheggiate, rase al suolo, fatte a pezzi e il loro oro è stato fuso. Quando verranno qui per distruggere la mia scultura della città, si renderanno conto che ci vuole più energia per distruggerla di quanta valga la pena».

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