B-Art, la galleria romana apre uno spazio in Sicilia che guarda non solo ai professionisti del settore

B-Art Noto è il nuovo concept nato grazie agli imprenditori Gian Lorenzo Bernini e Daniel Bianca per avvicinare l'arte al territorio

B-Art Noto è il nuovo spazio inaugurato il primo luglio dagli imprenditori Gian Lorenzo Bernini e Daniel Bianca, nella città siciliana. La galleria è una costola di B-Art situata a Roma nel quartiere di Trastevere e entrambe sono aperte non soltanto a collezionisti e professionisti del mondo dell’arte contemporanea, ma anche ad appassionati, creativi e artisti provenienti da diversi ambiti, come la musica, il design e le arti performative. Nel cuore del barocco siciliano i due imprenditori hanno voluto creare un nuovo concept vicino ai non addetti ai lavori in un clima di informalità con uno sguardo su una nuova generazione di artisti anche con la collaborazione di istituzioni e realtà culturali attive nel territorio siciliano. L’idea è nata “Per creare uno spazio capace di far vivere una nuova vita alla dimensione artistica siciliana” come afferma Gian Lorenzo Bernini. La mostra che, il primo luglio, ha dato l’avvio alla galleria B-Art Noto, è Retour impossibile du bleu dell’artista francese Dominique Robin, a cura di Gian Lorenzo Bernini. Le opere in mostra sono collegate all’omonimo libro d’artista di cui l’autore è lo stesso Robin ed è tradotto da Stefano Chiodi e Diane Bodart; contiene disegni e testi relativi, ed è presente in galleria, in varie copie tutte diverse in lingua francese e italiana. La serie esposta, Retour impossibile du bleu, come tutto il progetto, proviene da un capitolo del testo dove Dominique vede d’improvviso apparire il cielo sopra il Pantheon, verde mela. Solo successivamente l’artista legge un articolo che prevede il cambiamento del colore del cielo attraverso dei gas nell’atmosfera.

Tutte le opere sono momenti immaginari dove disegni grafici descrivono la realtà attraverso l’utilizzo di pezzi di cartone. L’opera è effimera perché i disegni vengono distrutti e ne rimane solo le fotografie poi esposte. I momenti immaginari sono legati all’idea del colore e nel libro, ogni capitolo è dedicato ad un colore diverso. La luce è essenziale, perché senza di essa non si vedrebbero i colori. Nel momento dello scatto la luce è diretta, sia naturale che artificiale, e dona all’immagine la sua unicità. Per la mostra a Noto, sono state scelte quattordici opere che però non sono presenti nel libro, ma in entrambi il file rouge è l’attenzione al colore e alla luce. “Le mie opere non sono concettuali, ma virtuali, e vivono della relazione tra testo e immagine, libro e mostra, mio mondo immaginario e di chi guarda. Voglio creare uno spazio intermediario” dalle parole di Robin. Il progetto ha avuto una lunga gestazione: è cominciato con quaderni dove l’artista riponeva tutta la sua ossessione narrativa attraverso parole e disegni; nel 2015 Dominique ha iniziato a selezionare le immagini e tra il 2015 e il 2018, nella città di New York, ha cominciato a produrre le opere finali per diversi libri e mostre. Mentre il 24 luglio, presso B-Art, si inaugura la personale Bum Bum, a cura di Gian Lorenzo Bernini, di Francesco Andreozzi, pittore figurativo che realizza un gioco tra immagini, forme e colori. Il titolo della mostra richiama le onomatopee scritte e figurate dei Futuristi attratti da energia e bellezza nuove. Il richiamo è forte, pur nella diversità di un linguaggio; quello di Andreozzi è più delicato, gentile e leggero. Vi è un rispecchiarsi dell’artista nel suo lavoro, un lavoro che crea giorno per giorno per riscoprirsi e riscoprire una curiosità infantile. L’uso del colore è acceso, mentre le linee sono chiare e le luci diffuse danno una certa plasticità. Due autori Dominique Robin e Francesco Andreozzi che, in maniere differenti, costruiscono un nuovo, personale, corpus immaginifico.