Addio a Lisetta Carmi, tra le prime fotografe a occuparsi del mondo lgbtq

Da anni aveva abbandonato la macchina fotografica per abbracciare la meditazione ma la sua figura ha lasciato il segno nel mondo dell'arte

Un altro lutto nel mondo della fotografia. Dopo la recente scomparsa di Letizia Battaglia, si è spenta oggi intorno alla mezzanotte, nel suo appartamento a Cisternino, a 98 anni, Lisetta Carmi. Con origini genovesi, Carmi da oltre 40 anni aveva scelto di vivere definitivamente nel cuore della Valle d’Itria, in Puglia, a Cisternino, dove era stata anche nominata cittadina ornoraria. Proprio in Puglia aveva cominciato ad abbracciare la spiritualità Orientale, allontanandosi dalla fotografia e avvicinandosi alla meditazione. Carmi abbandona la macchina fotografica per dedicarsi anima e corpo ai lavori di costruzione del tempio di Cisternino, che sarà ultimato nel 1986. Nel 1997 lo Stato italiano riconosce al Centro Bhole Baba lo statuto di Ente Morale. Nonostante la decisione perentoria di abbandonare la pratica fotografica alla fine degli anni Settanta, tuttavia, Lisetta Carmi ha assunto negli anni sempre più una indiscussa centralità nella storia della fotografia italiana e numerose sono le mostre e pubblicazioni dedicate alla sua produzione.

Fotografa il porto di Genova con l’obiettivo di informare e denunciare lo sfruttamento del lavoro operaio; ne nasce una mostra itinerante in Italia che approderà in Unione Sovietica. Nel 1965 entra in contatto con la comunità dei travestiti di Genova e per diversi anni li fotografa nella loro vita quotidiana. L’undici febbraio del 1966 realizza la piccola serie di foto dedicata all’incontro col poeta Ezra Pound a Sant’Ambrogio di Rapallo, grazie al quale vince il prestigioso premio Nièpce per l’Italia.

Viaggia in Inghilterra, e documenta in Olanda il movimento di protesta dei Provos ad Amsterdam. Inizia a fotografare i monumenti del cimitero di Staglieno. Nel 1969 parte poi alla volta dell’America Latina, viaggia in Venezuela, Colombia e Messico.

Negli anni Settanta viaggia in Oriente, Afghanistan, India, Pakistan e Nepal. Nel 1971 compra un trullo a Cisternino. L’anno successivo viene pubblicato il libro I Travestiti, a cura di Sergio Donnabella con testi di Lisetta Carmi e Elvio Facchinelli. Nel 1975 fotografa la difficile situazione a Belfast in Irlanda.

Non va dimenticato che Carmi è stata tra le primissime a occuparsi in maniera radicale dell’identità di genere, peraltro in un periodo estremamente ostile: quando nel 1972 le sue foto furono raccolte in un libro pubblicato dalla casa editrice Essedì di Roma, le librerie si rifiutarono di esporlo. La Carmi aveva iniziato a fotografare il mondo lgbtq a Genova nel 1965 e aveva proseguito per sette anni fino alla pubblicazione di un lavoro, I Travestiti, destinato a diventare un documento fondamentale nella storia della fotografia italiana.

Tanti sono gli eventi espositivi, show, mostre che hanno voluto dare lustro alla sua arte: tra le ultime in ordine di tempo “Il senso della vita – Ho fotografato per capire” presso il Palazzo Ducale di Genova (2015), “Protagonisti e percorsi della fotografia italiana nel Secondo Novecento”, al Macof-Centro della fotografia italiana a Brescia (2016), “Lisetta Carmi, Below the mantle”, Galerie Antoine Levi a Parigi (2018), “La bellezza della verità” presso il Museo di Roma in Trastevere (2018) e “Soggetto Nomade”, presso il Centro internazionale di fotografia di Palermo (2019), al Man di Nuoro (2021), la partecipazione all’ultima Quadriennale di Roma (2021), la mostra al Castello Carlo V di Lecce (Maggio-Agosto 2021) e al Museo Osvaldo Licini di Ascoli (Settembre-Novembre 2021).

La salma è deposta nella sala del Commiato in via San Quirico a Cisternino, visitabile dalle 8,30 di oggi per i prossimi due giorni.