(Im)possible Ecologies, all’Orto Botanico di Roma la mostra curata dagli studenti NABA

Da un’idea di Andris Brinkmanis e Marco Scotini, nasce la collettiva che intreccia ecologie, pratiche artistiche e studi curatoriali

È stata inaugurata il 20 giugno, all’Orto Botanico di Roma, la collettiva (Im)possibile Ecologies, presentata da NABA, Nuova Accademia di Belle Arti. Gli studenti dell’accademia del Biennio Specialistico in Arti Visive e Studi Curatoriali di Milano si sono occupati della curatela della mostra, compresa la selezione delle opere, avvenuta dopo un’open call rivolta agli artisti che hanno frequentato il Triennio in Pittura e Arti Visive delle sedi di Milano e Roma di NABA.

La mostra, che nasce da un’idea di Andris Brinkmanis e Marco Scotini, coordinata da Vasco Forconi, si inserisce in un filone di ricerca che l’accademia porta avanti da alcuni anni e analizza le relazione tra ecologie, pratiche artistiche e studi curatoriali. A ispirare questa indagine è stato il pensiero di Félix Guattari, il quale ha individuato la necessita di un’articolazione triplice dell’ecologia come ambientale, sociale e psichica, ritenendolo l’unico modo idoneo a risanare la crisi ecologica. Ecologia non rivolta solo alla natura, ma si propone come “ecologia del possibile”, ovvero di una riattivazione della facoltà di reincantare e reimmaginare il mondo, come ha detto Silvia Federici, che a partire dagli anni ‘90 sembra essere stata rimossa violentemente dall’orizzonte politico collettivo e cooptata dal dominio della tecnica occidentale. Oggi, infatti, fare ecologia significa confrontarsi con la domanda “Cosa è possibile?”, ricorrendo a quella che Deleuze e Guattari definivano una scienza nomade.

5) Francesca Bullo, Preghiera alla Madre, 2021

L’Orto Botanico di Roma, museo vivente e luogo di tutela della biodiversità, è il luogo ideale per riflettere su questi interrogativi. Nei lavori degli artisti, che spaziano dalle istallazioni alle performance, dalla scultura alle fotografie, si intrecciano il nomadismo, il mito e la metamorfosi, l’ecofemminismo, le memorie coloniali e la decelerazione, che sono solo alcune delle possibili declinazioni di una ecologia al plurale, che si manifesta sempre più attraverso una concezione olistica dell’ambiente, in cui tutti gli elementi, le specie e le forze esistono in una reciproca interconnessione e interdipendenza. (Im)possibile Ecologies fa parte di progetto espositivo più ampio, che proseguirà il prossimo autunno con una mostra dedicata al tema della memoria e dell’archivio a Milano.

Studenti del Biennio Specialisto in Arti Visive e Studi Curatoriali di NABA, curatori della mostra:
Shamooda Amrelia, Elisabetta Calligaro, Antonela Solenicki, Zixin Han, Harshitha Jois, Elena Marcon, Nicolò Martinelli, Rosaria Murolo, Alberto Navilli, Barbara Niniano, Martina Pumpel, Alessia Riva, Federica Rizzo.

Gli artisti che hanno partecipato al progetto sono gli studenti del Triennio in Pittura e Arti Visive delle sedi di Milano e Roma e del Biennio Specialisto in Arti Visive e Studi Curatoriali di NABA di Milano: Chiara Antonelli, Roberta Argenta, Davide Barberi, Eleonora Del Bene, Isabel Bergant, Elisabetta Bottura, Francesca Bullo, Alessandro Cavallini, Elisa Ceneri, Michela Fabriani, Diego Giannettoni, Romina Guerrero, Camilla Gurgone, Munisa Kholkhujaeva, Kenny Alexander Laurence, Miranda Lopez Ortega, Giorgio Mattia, Rebecca Momoli, Katia Mosconi, Giuliana Paolino, Tatiana Russi Soto, Lorenzo Silvestri, Alessandro Sorrentino, Shaha Tanvi, Mateusz Dalla Torre, Barbara De Veteris, Iris Volpato e Shaoqi Yin. 

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