Un nuovo rinascimento del gioiello, l’arte di Laura Inghirami

Per Forbes Italia è tra i 100 giovani talenti under 30, la giovane imprenditrice porta l'artigianato orafo made in Italy in tutto il mondo

Laura Inghirami è una giovane imprenditrice che con passione porta il settore dell’artigianato orafo made in Italy in tutto il mondo, grazie al suo lavoro di influencer ma non solo. Nata a Sansepolcro, nel 2017 ha fondato Donna Jewel, con l’obiettivo di raccontare “il bello” nel mondo del gioiello, dai grandi maestri artigiani fino a ai nuovi talenti emergenti. Forbes Italia l’ha nominata quest’anno come uno dei cento giovani talenti italiani Under 30 nella categoria Art & Style per l’anno 2022.Tra i suoi obiettivi più grandi: avvicinare i giovani al mondo dell’artigianato, andando prima di tutto a ricostruire il significato poetico e identitario che questo settore ha e che purtroppo sta andando a perdersi col passare degli anni. Laura Inghirami crea quindi una corrente di resistenza contro questa forma di decadimento riportando alla luce gioiellerie nascoste e artigiani abilissimi, con meraviglia e passione, facendosi portavoce non solo di un orgoglio italiano da prendere come modello, ma una reale intenzione di comunione tra mondo antico e mondo nuovo.

In una recente intervista hai dichiarato: «Il mio obbiettivo è di dare voce alle eccellenze artigiane e rimetterle al centro, perché solo attraverso di loro saremo spettatori attivi di un nuovo Rinascimento» Che cosa intendi per Nuovo Rinascimento?
«Il Rinascimento è stato un periodo storico magnifico, in cui la nostra civiltà ha raggiunto l’apice dello splendore culturale. L’arte ha raggiunto nel Rinascimento livelli di maestria e creatività unici. È interessante soffermarsi sulla professione di artigiano e artista in questo periodo storico: questa figura rappresentava la colonna portante della società. Se nell’età classica l’opera delle mani era considerata umile, nel Quattrocento e Cinquecento l’artista venne rivalutato e diventò una figura nobilissima, di grande sapienza. Personaggi come Leonardo da Vinci e Benvenuto Cellini sono stati esempi di eccellenza in tal senso. Oggi abbiamo bisogno di rimettere al centro la professione di artigiano, valorizzandone le competenze, l’abilità e la preziosità culturale per il nostro paese come nel Rinascimento. Solo così potremmo assistere a un nuovo Rinascimento, segnato dai valori di rinascita e amore per le nostre radici. A quel punto anche le nuove generazioni, molto spesso attratte maggiormente da un percorso universitario piuttosto che dalla professione artigianale, inizieranno a comprenderne il valore e le opportunità».

Come ti sei avvicinata al mondo del gioiello? Raccontaci il primo ricordo che hai all’interno di una gioielleria o a contatto con gli orafi e gli artigiani.
«Il primo ricordo in gioielleria e a contatto con orafi risale a quello con i miei nonni materni, che erano gioiellieri da tre generazioni. Ho passato la mia infanzia con loro nel loro laboratorio orafo in Toscana ereditandone la passione. Oggi, mia madre porta avanti la tradizione di famiglia e la gioielleria dove sono cresciuta è ancora nel cuore di Sansepolcro, in Via XX Settembre 100A, esiste dal 1924 ed è la più antica della città».

Come è nata Donna Jewel?
«Donna Jewel è nata dal desiderio di dare voce alle storie di eccellenza nel nostro settore, dagli artigiani ai talenti emergenti fino alle grandi Maisons. La startup è nata tra i banchi dell’università. Dopo un percorso accademico in Management ed International Business in Italia all’Università Commerciale Luigi Bocconi, negli Stati Uniti e in Francia, ho sentito il desiderio di approfondire la parte più creativa del settore. Così ho preso parte al Corso di Alta Formazione in Design del Gioiello al Politecnico di Milano. Ed è qui che è nata la scintilla. Infatti, la mia classe era composta da artisti e artigiani con grandi competenze artistiche ma che necessitavano supporto nel comunicare la loro storia e le loro creazioni. Così ho sentito il desiderio di presentare queste belle storie al mondo dando loro una voce sfruttando il digitale e in particolare Instagram, una vera e propria finestra sul mondo. Ho fatto altre esperienze lavorative per approfondire la conoscenza del settore del gioiello, per poi dedicarmi interamente a Donna Jewel, che oggi è una realtà innovativa composta da un team di giovani esperti dove offriamo servizi consulenziali alle aziende del gioiello in ambito digitale, marketing e creativo e oltre a questo, continuiamo a dare voce alle eccellenze del settore».

Cosa può offrire ai giovani questo settore fatto di eccellenze artigiane?
«Può offrire tantissimo, sia dal punto di vista professionale (ci sono tantissime richieste di giovani specializzati nelle professioni quali orefice, incassatore, pulitrice) che dal punto di vista personale. Stiamo parlando di un settore di arte e di cultura. Di un lavoro fatto con mani, mente e cuore. Da una recente statistica redatta da Altagamma di qui al 2025 mancheranno più di 346 mila professionisti specializzati nel comparto manifatturiero dalla moda al design, al settore alimentare. In questo numero drammatico rientra anche il settore del gioiello, ma non bisogna scoraggiarsi, anzi bisogna ridare valore alla figura dell’artigiano rimettendola al centro, educando le nuove generazioni, orientando i giovani a 360 gradi negli anni di formazione in cui si iniziano a prendere le prime decisioni professionali e facendo loro comprendere che diventare un professionista specializzato è diverso dal diventare un laureato ma che entrambi i percorsi hanno la pari importanza; permettere ai giovani di comprendere le reali opportunità di questo lavoro, oltre che il suo reale svolgimento, oggi sono diventate un’urgenza».

Raccontaci del progetto VIVI ORO, di cui ti sei resa testimonial e portavoce, cosa significa per te e che tipo di opportunità offre per il settore che rappresenti?
«VIVI ORO è un progetto che nasce dalla volontà degli imprenditori del distretto orafo aretino, in particolare Confindustria Toscana Sud, Confartigianato Arezzo e CNA Arezzo e i rispettivi presidenti Giordania Giordini, Mauro Benvenuto e Luca Parrini, di fare sistema in collaborazione con Camera di Commercio Arezzo Siena, per creare un brand collettivo che racchiuda sotto un unico nome tutti i migliori produttori orafi del territorio italiano. È un progetto che ho sentito mio a partire dal primo momento, essendo cresciuta nel distretto e condividendo la visione di fare sistema e valorizzare le nostre eccellenze orafe in Italia e nel mondo. Se le aziende saranno capaci di credere nella visione di VIVI ORO, diventerà sempre più un brand Made In Italy forte da diffondere in Italia e all’estero e che rappresenterà l’eccellenza orafa italiana. Il mio impegno è volto a diffondere questo nome e questi valori in Italia e anche all’estero, oltre che ad avvicinare le nuove generazioni all’oro, un metallo prezioso che ha una tradizione secolare e che era considerato già dagli antichi egizi un materiale sacro per la sua robustezza ma anche per il colore che rimandava a quello del sole».

Info: www.donnajewel.com