Uno scacco alla ragione. I Notturni di Clément Cogitore in scena al Mattatoio

Negli spazi dell’ex MACRO Testaccio viene presentata, per la prima volta in Italia, una selezione di lavori dell’artista e cineasta francese in cui ad essere indagato è il delicato rapporto tra l’uomo e l’immagine

Dal 16 marzo al 29 maggio, il Mattatoio ospita Notturni, selezione di lavori dell’artista francese Clément Cogitore mai esposti in Italia. La mostra è promossa da Roma Culture e dall’ Azienda Speciale PalaExpo con la collaborazione dell’Accademia di Francia di Villa Medici e dell’Institut Français di Parigi. All’interno del Padiglione 9a, la curatrice Maria Laura Cavaliere ha collocato sette opere video, alternando quattro installazioni video a tre black box che ricreano le sale di proiezione cinematografica.

In Travel(ing), del 2005, il tragitto notturno di un camion è accompagnato da un video, proiettato sul retro, con le immagini del suo percorso diurno. La dialettica tra giorno e notte apre la polemica verso l’odierna tecnofilia, giunta a esiti di acriticità tali da far ammettere al computer scientist Andrew Ng di non lavorare «per impedire che l’IA diventi malvagia per lo stesso motivo per cui non lavoro per combattere la sovrappopolazione sul pianeta Marte».  

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Memento Mori, 2012, video, HD 169, color, 64 min. Courtesy Chantal Crousel Consulting, Galerie Reinhard Hauff

Per Giorgio Agamben, chiamato in causa nel testo critico, l’uomo è davvero “contemporaneo” quando, impermeabile alle “luci del secolo”, “riesce a scorgere in esse la parte dell’ombra, la loro intima oscurità”. Ciò che interessa Cogitore è la sopravvivenza dell’elemento irrazionale e prescientifico. Anche in una società ipercivilizzata come quella occidentale c’è spazio per la ritualità. In Elégies (2014) un evento laico – un concerto – si trasforma in una “messa digitale” che ribalta la visione apertamente tecnofoba di Byung-Chul Han

L’infatuazione verso la tecnica conduce inevitabilmente alla cecità nei confronti del desolante spettacolo della post verità. In Tahrir (2012), il montaggio stroboscopico delle immagini degli scontri del Cairo consente all’artista di confondere i manifestanti con le forze dell’ordine, sfumando il bene nel male. 

Assange Dancing (2012) celebra la metodologia creativa dell’artista del terzo millennio: nell’epoca che Bourriaud ha definito della postproduzione, egli è un semionauta che produce «percorsi originali tra i segni». Nel video, il fondatore di Wikileaks compare in un nightclub di Reykjavik; la sua danza, con l’impiego del ralenti, si scioglie nel rito sciamanico e nella trance individuale.  

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Tahrir, 2012, video, 169, color, 7min 50s. Courtesy Chantal Crousel Consulting, Galerie Reinhard Hauff

La dimensione collettiva del rito è recuperata in The resonant interval (2016) e Les Indes Galantes (2017). Le due opere, proiettate in opposte black box, chiamano in causa i limiti dell’approccio scientifico puro e il potenziale catartico del rito. In The resonant interval un suono inspiegabile è interpretato dai Sami o dagli Inuit come un tentativo di connessione con il mondo dei morti. In Les indes galantes un brano dell’opera omonima di Jean-Philippe Rameau (1735) è la base sonora per la violenza controllata del K.R.U.M.P., uno stile di danza nato nel ghetto di Los Angeles negli anni ’90. 

La pratica di Cogitore sembra seguire quanto detto da Duchamp, per cui l’arte è «un gioco tra uomini di tutte le epoche»: brani della tradizione barocca – Monteverdi e Luigi Rossi – sono presenti anche in Memento Mori (2012), video in cui una telecamera fissa segue il vano peregrinare di un branco di lupi in uno scenario metafisico, avvolto dalla nebbia. Con Memento mori l’artista sottopone lo sguardo dello spettatore a un vero e proprio stress test visivo: il movimento a vuoto degli animali, l’assenza di scioglimento della trama, è una provocazione nei confronti dell’occhio contemporaneo, viziato da un consumo eccessivo di immagini digerite con fretta e con foga. 

Clément Cogitore. Notturni, A cura di Maria Laura Cavaliere
16 marzo-29 maggio 2022
Mattatoio, Via Orazio Giustiniani, 4, Roma
Info: https://www.mattatoioroma.it/mostra/clement-cogitore-notturni