Matteo Patrevita, Nulla si può fermare: una nuova esposizione realizzata con il sostegno dello studio legale Fair Legals

Roma

Un viaggio sospeso tra cielo e sottosuolo è quello che ci inviata a intraprendere Matteo Patrevita (1997). All’interno del panorama metropolitano romano si sviluppa la ricerca del giovane artista di origini campane che osserva con attenzione la stratificata cornice urbana in cui vive e riflette sull’attuale tematica dell’identità del cambiamento.

Come protagonisti di un’epoca travagliata e scossa da radicali trasformazioni, ci troviamo immersi in una costante instabilità e proprio in questo primordiale brodo di aspirazioni e potenzialità cerchiamo disperatamente un appiglio verso il conosciuto, verso ciò che consideriamo fermo nel tempo, nel passato e che, in quanto tale, risulta cristallizzato e immutabilmente sicuro. 

Matteo Patrevita argomenta la sua riflessione con due serie distinte di lavori che verranno esposti da martedì 14 dicembre 2021 nella sede dello studio legale Fair Legals, corporate impegnata da anni nell’attività di sostegno dei giovani talenti artistici contemporanei, con la mostra Nulla si può fermare. Con Metro A. Sedute. Sedute riflesse. Oggetti smarriti e la più recente Confini l’artista si immerge nelle viscere della grande metropoli e nei treni che ne attraversano il ventre. Durante i suoi itinerari suburbani, Patrevita coglie nel passaggio incessante dei viaggiatori all’interno della Metropolitana il processo di inarrestabile mutamento da cui l’artista è sedotto. 

La rappresentazione figurativa del divenire si concentra nelle sedute che incarnano il circolo ininterrotto di consumo e accumulo del ricordo che può essere metaforicamente inquadrato sui sedili dei vagoni. Questi sono consumati nel tempo dal passaggio delle centinaia di individui che lasciano involontariamente il loro segno, la loro testimonianza e che consumano con il loro passaggio ciò che la seduta era in origine ma non potrà inevitabilmente più essere. 

Seguendo la prospettiva eraclitea della filosofia ateniese presocratica, secondo cui tutto muta senza arresto, Matteo Patrevita approfondisce la sua indagine analizzando il senso dell’abbandono, strumento indispensabile per liberarsi del bagaglio della memoria, riconosciuta come dissuasore contro il progresso e il superamento dei limiti. Attanagliati dal ricordo, ci crogioliamo in un tempo ormai trascorso senza prepararci all’imminente avvento del futuro. È negli oggetti smarriti che raccoglie tra la banchina e l’interno dei treni infatti che Patrevita riconosce la reliquia di questo inconscio terrore. Lasciarsi alle spalle questi relitti di vita vissuta è il primo passo diretto utile all’emersione verso la luce che si riconosce nella visione di Confini. In quest’ultima raccolta di natura pittorica l’artista riduce all’essenziale il paesaggio metropolitano, gli scorci del quartiere Prati sono ritratti attraverso una tavolozza semplificata all’estremo che vede impattare il pallore degli edifici con l’illuminato ceruleo del cielo.

Patrevita, accompagnato dalla figura del curatore Niccolò Giacomazzi, veste i panni di un contemporaneo Cicerone conduce in un sentiero introspettivo sul quale cavalcare l’attuale esigenza di ridefinire l’identità dell’individuo in un contemporaneo tremolante, sull’orlo del crollo o del balzo verso il cielo. 

Info: https://www.fairlegals.com/project-of-art/

Matteo Patrevita, Nulla Si Può Fermare – 14 dicembre 2021 – 31 marzo 2022

via Ezio n. 19, 00192 Roma (RM)

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