Ombretta Del Monte, la sua ultima mostra un tributo alla storia tra Modigliani e Anna Achmatova

Roma

La storia di Amedeo Modigliani e la poetessa russa Anna Achmatova è un segmento importante per conoscere a fondo la poetica e la dialettica di questi due grandi artisti contemporanei. Due grandi interpreti di linguaggi differenti, ma in realtà molto affini. La pittrice Ombretta Del Monte ha costruito su questa relazione un’interessante mostra, che è stata ospitata fino al 28 maggio nella splendida cornice del Centro russo di scienza e cultura a Roma. Un omaggio a due grandi personaggi della cultura del primo Novecento conosciutisi in una Parigi del 1910/11, teatro di confronto tra molti intellettuali internazionali di quel tempo.

Tra Modì e Anna Achmatova nacque una breve, ma intensa, relazione artistica e personale. Il ticchettio del tempo e l’ora dell’addio incalzava la loro ultima passeggiata, l’ultimo sfiorarsi e toccarsi. Nonostante le promesse, entrambi sapevano che non si sarebbero più rivisti. Un percorso, quello pensato dalla Del Monte, che si sviluppa come una sceneggiatura per far immergere il visitatore nella trama dei 18 dipinti e disegni corredati dalle descrizioni realizzate a mano con l’inchiostro di china per riportare alle atmosfere del passato, lavorando tra storia e fantasia sulle loro vite, cercando una dimensione dove tutto parlasse di loro. Dai dipinti ai disegni, alle didascalie, alle poesie di Anna e agli aforismi di Modigliani.

La Del Monte rivela in questo suo progetto una sensibilità molto aperta e incline all’interdisciplinarietà, passando dai versi alle campiture con grande disinvoltura e riuscendo nel difficile intento di narrare una storia dinamica attraverso il medium statico dei quadri. Ci riesce perfettamente, trovando un modo armonioso per fare convivere nelle sue opere immagini, parole ed emozioni. Tutto si svolge su tela in grande armonia, sfruttando anche l’opportunità delle didascalie, che diventano vere e proprie poesie, parte dell’opera. Una mostra sensoriale, insomma, che tocca le emozioni, come succede spesso con le storie romantiche e intrise anche di affinità intellettuali e di elementi drammatici. A condizione, s’intende, che il narratore riesca con la sua tecnica a sublimare l’intreccio. In questo caso, la “narratrice”, l’artista Ombretta Del Monte, ci riesce bene, esprimendosi con il suo tratto figurativo, che rimanda vagamente alle tonalità espressioniste.

“Sono felice che nonostante tutte le difficoltà dovute alle restrizioni, la mostra sia stata allestita alla Casa Russa in onore della grande icona della letteratura russa Anna Achmatova, e che abbia avuto il meritato successo seppur on line e come impatto mediatico”, ha detto l’artista. “Contribuire con queste opere all’approfondimento della conoscenza di due fondamentali interpreti contemporanei è per me motivo di grande soddisfazione”.

L’occasione della mostra è stata anche un’opportunità per conoscere il Centro russo di scienza e cultura a Roma, una realtà di fascino notevole, sia per la bellezza barocca della sede, sia per l’intensa programmazione, volta alla divulgazione della cultura russa in Italia. Una delle tante ricchezze di Roma che vale la pena conoscere, perché rappresenta un ponte tra due Paesi con tradizioni letterarie, musicali, artistiche e sociali che hanno contribuito alla civilizzazione e alla crescita culturale dell’umanità.

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