Damien Hirst alla galleria Borghese, un dialogo tra arte classica e contemporanea

Roma

Ai capolavori della Galleria Borghese Damien Hirst non fa paura. Anzi. Proprio sul dialogo tra antico e contemporaneo il prestigioso museo romano ha voluto articolare il programma espositivo del 2021. La direttrice Francesca Cappelletti ha voluto cavalcare la linea della costruttività, così come proposto dalla precedente governance. E in quest’ottica è stata progettata la mostra alla Galleria Borghese di Damien Hirst, l’eclettico artista britannico, in programma dal 6 giugno fino all’11 novembre, per riflettere sul tema del collezionismo.

La mostra DAMIEN HIRST, Archaeology now, a cura di Anna Coliva e Mario Codognato, è un imponente gruppo di opere dalla serie di Hirst Treasures from the Wreck of the Unbelievable. Negli spazi della Galleria Borghese Damien Hirst propone un appassionante intreccio con i capolavori antichi. Sculture colossali o piccolissime, realizzate in materiali pregiati come il bronzo, il marmo di Carrara o la splendida malachite si inseriscono nel flusso della collezione permanente, in una visione che combina il contemporaneo all’arte del passato.

Lion women of Asit Mayor – Damien Hirst

L’ARTISTA
Damien Hirst nasce nel 1965 a Bristol, cresce a Leeds e dal 1986 al 1989 studia belle arti al Goldsmiths College di Londra. Nel 1988 progetta e cura Freeze, una mostra collettiva divenuta il trampolino di lancio non solo per Hirst, ma per un’intera generazione di giovani artisti britannici. Con i suoi lavori, tra cui lo squalo in formaldeide The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living (1991) e For the Love of God (2007), calco in platino di un teschio tempestato di 8.601 purissimi diamanti, analizza e sfida le certezze del mondo contemporaneo, ed esamina tutte le incertezze insite nella natura dell’uomo. Nel 2012 la Tate Modern di Londra ha presentato una grande retrospettiva sul suo lavoro in concomitanza con le Olimpiadi Culturali. Le personali di Hirst includono, tra le altre, il Qatar Museums Authority, ALRIWAQ Doha (2013-2014); Palazzo Vecchio, Firenze (2010); l’Oceanographic Museum, Monaco (2010); il Rijksmuseum, Amsterdam (2008); l’Astrup Fearnley Museet fur Moderne Kunst, Oslo (2005); il Museo Archeologico Nazionale, Napoli (2004); Palazzo Grassi e Punta della Dogana a Venezia (2017). Nel 1995 vince il Turner Prize. Vive e lavora tra Londra, Devon e Gloucestershire.

Info: https://galleriaborghese.beniculturali.it/

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