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Dpcm, chiudono mostre e musei

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato il nuovo Dpcm, che sarà valido fino al 3 dicembre. Il testo contiene tutte le nuove restrizioni con l’obiettivo di contrastare la curva dei contagi. Le misure questa volta, come avevamo anticipato, riguardano anche la cultura. Come il ministro dei Beni culturali e del turismo Dario Franceschini aveva previsto nella sua intervista a Che tempo che fa domenica sera è stata confermata la chiusura di mostre e musei. L’articolato recita testuamente: ”Sono sospesi le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi  della cultura di cui all’articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio”, vale a dire le biblioteche e gli archivi, le aree e i parchi archeologici, i complessi monumentali. 

Il ministro in questi giorni non sta nascondendo le sue difficoltà nell’avallare tali misure, ma si è detto comunque costretto a individuare come priorità la salute dei cittadini. Qualche giorno fa, infatti, a proposito delle chiusure di cinema e teatri, su twitter scriveva: ”Un dolore la chiusura. Ma oggi la priorità assoluta è tutelare la vita e la salute di tutti, con ogni misura possibile. Lavoreremo perché la chiusura sia più breve possibile e come e più dei mesi passati sosterremo le imprese e i lavoratori della cultura”.

Le polemiche ovviamente non mancano. Molte strutture avevano da poco inaugurato mostre importanti, dalla Quadriennale di Roma al Mast di Bologna, fino a Van Gogh a Padova ed Enzo Mari alla Triennale di Milano. Sicuramente saranno previste proroghe per le chiusure degli eventi espositivi. Di certo ci saranno variazioni anche per le programmazioni successive al 3 dicembre (data di scadenza delle misure appena approvate), perché tra le limitazioni c’è anche quella relativa al traffico tra regioni, alcune delle quali rientranti nella zona rossa e di conseguenza con un traffico rigidamente limitato in entrata e uscita. Questo provocherà sicuramente un condizionamento nella modalità di opere e addetti ai lavori.

Tra le prime voci di dissenso con le nuove disposizioni si è levata quella di Francesca Piccinini, direttrice dei Musei civici di Modena, che al Resto del Carlino ha detto: ”In questo momento non possiamo pensare solo ai contagi ma anche al benessere sociale”. 

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