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Che paura, nonno

Scheletri che ballano scatenati, streghe dal naso verrucoso, spettri che emanano odori nauseabondi, lupi mannari affamati e orribili ragni pelosi. Sono i protagonisti di storie, spaventose e divertenti (Tim Burton insegna), che un nonno racconta al nipote in una rigida e tempestosa notte. Al freddo esterno, dunque, fa da contraltare il caldo di una casa dove i nostri, teneri complici, si avviluppano ancora di più. Scritto e illustrato da James Flora, illustratore e fumettista scomparso nel 1998 all’età di 84 anni, Che paura, nonno (Cliquot, cartonato, 36 pagine a colori, 18 euro) è un volume pubblicato in origine nel 1978 e, fino ad oggi, rimasto inedito in Italia (la traduzione è a cura di Marina Pirulli). Celebrata dalla critica internazionale, al pari del suo autore (il New York Times definisce i disegni di Flora «magiche miscele di cubismo, surrealismo e fumetto»), quest’opera – tanto curiosa quanto godibile – prende il la da un interrogativo: esiste un bimbo che non resti affascinato dal richiamo di fantasmi e mostri – per quanto non così terrificanti – quando ha la certezza che, chiuso il libro, potrà sempre trovare conforto fra le amorevoli braccia del nonno? Particolarmente adatto ad Halloween (nonostante le strampalate idee di alcuni politici di casa nostra), Che paura, nonno presenta al giovane, se non giovanissimo, lettore una serie di storie (da La caverna della strega verruca a il sacco di vecchie ossa a La casa dell’orrido fantasma) dove Flora – lodato illustratore di dischi jazz – si cimenta tra irrazionale, surrealismo e giocosità, fremito immaginifico e spasso ”diabolico”, forte delle sue bizzarre e ispirate illustrazioni (mai astratte) che non difettano di dettagli. Una lettura adatta ai più piccoli ma anche ai grandi meno cresciuti, soprattutto se amano pellicole come La danza degli scheletri (1929) e Nightmare before christmas (1993). Sfiziosa, la pagina del libro con gli adesivi dei protagonisti ”mostruosi” da staccare e incollare.

Info: www.cliquot.it

 

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